Il ritorno di Anastasi

I giudici hanno accolto il ricorso in cui chiedeva di revocare la delibera che lo dichiarava decaduto per incompatibilità. All’origine una “vertenza” contro il Comune per l’attività svolta al Pit22

VENETICO. Il capogruppo dell’opposizione deve essere reintegrato in aula. “Il Tribunale di Messina accoglie il ricorso proposto e, per l’effetto, dichiara l’inesistenza in capo ad Anastasi Pietro della causa di decadenza dalla carica di consigliere comunale di Venetico e reintegra il ricorrente nella detta carica”. Sembra così scritta la parola fine alla querelle tra Anastasi e il suo stesso Consiglio comunale che lo aveva “dimesso”.

Il ricorso

Con ricorso depositato in data 28 agosto 2015, Pietro Anastasi chiedeva che il Tribunale di Messina revocasse la delibera con la quale il consiglio comunale di Venetico lo aveva dichiarato decaduto dalla carica di consigliere comunale per la sussistenza di una causa di incompatibilità rappresentata dalla pendenza di un procedimento dinanzi al giudice amministrativo con il comune stesso, avente ad oggetto il l’attività dallo stesso svolta per il PIT 22, accordo di programma del quale lo stesso comune di Venetico faceva parte, sostituendolo con la prima dei non eletti, Rosaria Gentiluomo.

Anastasi sottolineava “l’erroneità del provvedimento di esclusione, atteso che la causa pendente cui aveva fatto riferimento il consiglio comunale non rappresentava presupposto per la decadenza, trattandosi di procedimento instaurato artatamente proprio al fine di provocare la decadenza del consigliere comunale; evidenziava in particolare la manifesta infondatezza del ricorso proposto nei propri confronti, per le ragioni meglio elencate nell’atto introduttivo che qui si richiama”.

Questa la vicenda in sintesi. Il sindaco di Venetico, Francesco Rizzo, con delibera di G.M. n. 85 del 28.09.2014 conferì incarico all’avvocato Carlo Merlino di Venetico, per proporre ricorso contro il PIT 22 e azione di ripetizione nei confronti dei tecnici Alfredo Russo, Pietro Anastasi, Francesco Maio, Pasquale Salvo e Giuseppe Galeano, per presunte somme percepite indebitamente durante l’attività prestata al PIT 22. Il presupposto era la mancanza di autorizzazione ex art. 53 D.Lvo 267/2000.

Anastasi avrebbe anche dimostrato che agli atti del PIT le autorizzazione vi erano tutte in quanto allegate alle domande di partecipazione.

Al ricorso promosso dal sindaco di Venetico dinnanzi al TAR avverso al provvedimento esecutivo del Tribunale di Barcellona (Decreto ingiuntivo fatto dai tecnici del Pit nei confronti del soggetto Pit e non nei confronti dei sindaci) Anastasi non si è neanche costituito.

Dopo di ché il legale di Rizzo, Carlo Merlino, trasmette il ricorso al presidente del Consiglio di Venetico, Francesco Basile e viene avviata la procedura di decadenza per sopravvenuta incompatibilità dovuta alla lite pendente con il Comune. “Ho ribadito da più parti – afferma Anastasi – e anche in consiglio l’artificiosità della lite intentata dal Sindaco nei miei confronti utilizzando i soldi dei cittadini. Così nel luglio 2015 sono stato dichiarato decaduto dal consiglio comunale con sette voti favorevoli, sei contrari ed uno assente”.

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