Casa, cibo e terra, la solidarietà si fa vita

La comunità è mobilitata nell’accogliere i poveri (immigrati, ma non solo): una palestra di carità. E poi, le tante attività di antimafia sociale

Fonte – Famiglia Cristiana

Oltre 20 mila immigrati accolti negli ultimi 25 anni tra uliveti e alberi di fico. I numeri da record sono un motivo di orgoglio per don Beniamino Sacco, battagliero parroco della chiesa dello Spirito Santo di Vittoria, in provincia di Ragusa.

Studiare la provenienza delle persone ospitate in questo spicchio di Sicilia è come consultare un mappamondo: tunisini, marocchini, algerini, cinesi, polacchi, rumeni, senegalesi, ghanesi…

«Noi siamo i precursori dell’appello con cui papa Francesco ha chiesto alle parrocchie di aprire le porte ai fratelli e alle sorelle di altre parti del mondo.

Alla fine degli anni Ottanta abbiamo accolto la prima ondata migratoria proveniente dalla Tunisia», dice don Beniamino. All’inizio, i mezzi erano esigui e un magazzino era adibito a dormitorio per gli immigrati di tutte le nazionalità.

Oggi, grazie ad acquisti e donazioni, la parrocchia possiede oltre 5.700 metri quadrati di terreno e accoglie 80 ospiti, ai quali sono garantiti un letto e un pasto caldo. Il cortile conta panchine e fontane per il relax, ma anche un campo sportivo polifunzionale, con tribuna annessa.

Vi è poi una fattoria dove gli immigrati possono coltivare la terra. Inoltre, sono previsti laboratori di ceramica, di gastronomia e altre attività.

Pure il coro parrocchiale è multietnico, costituito per metà da italiani e per metà da stranieri. «Il 90 per cento dei nostri ospiti», spiega don Beniamino, «ha un permesso di soggiorno temporaneo e, quindi, vive nell’incertezza e nel timore che non gli venga rinnovato il visto.

Gli immigrati non hanno parità di diritti e pari opportunità e non possono costruirsi un futuro stabile, stretti tra precarietà, dinieghi ed espulsioni». «L’accoglienza è un dovere cristiano», ricorda il parroco. «Siamo un popolo di emigrati che ha arricchito altri Stati e che ora ha la necessità di tendere la mano agli immigrati provenienti dal Sud e dall’Oriente. Attenzione, non bisogna accogliere soltanto i rifugiati, ma anche i migranti economici, perché esiste il diritto a migliorare e a cercare un’occupazione in altre nazioni».

Il sogno di don Beniamino è creare la “Città del Buon Samaritano”, destinata a italiani e immigrati: il primo passo è la destinazione di dodici appartamenti alle famiglie povere e alle donne vittime della violenza.

Un’altra attività fondamentale della parrocchia dello Spirito Santo è l’antimafia sociale: «Organizziamo marce e manifestazioni di piazza, stimoliamo la coscienza civile degli abitanti di Vittoria (in particolare dei giovani), denunciamo i giri d’affari della criminalità organizzata.

Oggi, per fortuna, la situazione del nostro quartiere è nettamente migliorata.

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