La Manna della legalità

Prodotta dalla Vincenzo Bellini e dalla Cooperativa Sinfonietta, fonde musica, teatro e danza in ricordo di Falcone e delle vittime della mafia. Coinvolgendo professionisti e giovani promesse del Conservatorio

MESSINA. Parole narrate, incalzate dalla musica in voli di danza in 4 quadri con al centro la figura di Giovanni Falcone, simbolo dell’antimafia, con la sua anima di valori dopo la strage di Capaci tra allegoria, fantasia e cronaca nera: è questo il viaggio in ricordo del magistrato e di tutte le vittime della mafia con l’Opera Balletto “La Manna”. Che in prima assoluto sarà il 26 febbraio al Palacultura “Antonello da Messina” nella città dello Stretto in 3 rappresentazioni, alle 10 e alle 12 per alcune scuole aderenti, tra cui Ainis, Antonello, Pascoli, Galatti, La Farina, Maurolico e Basile, ed alle 21 per la città.

«Si tratta di un evento straordinario per vari motivi, un’Opera che nasce a Messina e viene prodotta senza fondi pubblici è di per sé un fatto straordinario. L’orchestra sarà composta da professionisti e da ragazzi, una scelta voluta per il tema particolarmente delicato.

Dedicata a Falcone

L’opera è dedicata a Giovanni Falcone e per questo ci preme avvicinare soprattutto i giovani, oltre che alla musica, anche alla memoria di fatti tanto tragici», spiega Alessandro Blanco, presidente della messinese Cooperativa Sinfonietta, produttrice dell’evento con l’associazione Vincenzo Bellini di Messina, nel cui cartellone “La Manna” è inserita. Che, su libretto di Vincenzo Diaferio, liberamente ispirato al romanzo di Francesco Lauricella “La Leggenda di Cuore Vivo”, musiche originali del messinese Carmelo Mafali e coreografie di Sebastiano Meli coinvolgerà i giovani, non solo come spettatori ma nell’Opera: l’orchestra “Sinfonietta Messina”, diretta dal maestro Ezio Spinoccia sarà formata da professionisti e da giovani promesse del Conservatorio non di Messina, ed il corpo di ballo da allieve della scuola messinese Studio Danza, Nives Arena Federica e Francesca Iurato, coordinate dalla ballerina Alice Rella, solista insieme a Meli, mentre al recitato Antonio Lo Presti con la partecipazione di Denise Truscello.

«In particolare, gli 8 giovani orchestrali che interverranno attivamente in organico sono il reale motivo per cui germogliò a Barrafranca l’idea di un’Opera su questo tema (idea nata da Vincenzo Diaferio, insegnante dei giovani violinisti), un’operazione tanto bella da avvicinare professionisti del calibro di Antonio Lo Presti e Sebastiano Meli, i quali presteranno la loro arte in qualità di attore il primo e di coreografo e ballerino il secondo», racconta Blanco. Che sarà chitarra classica ed elettrica con violini I Vincenzo Diaferio, Cettina De Benedetto, Piero Gentile, violini II Giovanni Alibrandi e Michele Desanio, viole Samuele Danese e Rosanna Pianotti, violoncelli Maurizio Salemi, basso elettrico Flavio Gullotta, flauto traverso e zampogna Giancarlo Parisi, sax soprano Nicola Mogavero, fagotto Antonino Cicero, clarinetto Giuseppe Corpina, percussioni Pierangelo La Spada, batteria Stefano Sgrò.

Allo spettacolo delle 21 saranno presenti le associazioni studentesche Atreju e LiberaMente, FareVerde, Vento dello Stretto, la scuola “Studio Danza”.

E 2 giorni dopo Blanco sarà sempre al Palacultura nel duo Blanco Sinacori, vincitore dell’Ibla Awards, giunto a suonare alla Carnegie Hall di New York, ed il quartetto Mitja su progetto Filarmonica Laudamo e Ibla Foundation New York, con Mafali compositore di “Suite per 2 chitarre e quartetto d’archi” nella II parte.

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