In Sicilia il vecchio torna di moda, pazzi per la «coperta della nonna»

L’evento «Un tetto di stelle», a Palermo, ha riunito tutte le artiste appassionate diquesto hobby. Simonetta Russotto,in arte Sangù, realizza dei lavori artistici ma altempo stesso funzionali

Fonte – Il Giornale di Sicilia

Nell’era dei plaid di pile e delle piume d’oca, in pochi le usano, qualcuno le ha conservate nell’armadietto più alto, ma da qualche tempo alcune mani sapienti hanno cominciato a rifarle.

Si tratta delle coperte della nonna, quelle fatte a riquadri, patchwork, ancor prima che questo termine diventasse di moda.

Con la riscoperta della manualità e dell’artigianalità a tutto tondo, è tornata in auge la paziente arte dell’uncinetto, ed uno dei suoi prodotti più classici è la coperta, un conforto dal freddo e una gioia per gli occhi, così colorata e allegra, quando non si riempiono di lacrime per le nonne che non ci sono più e che erano solite regalarle a figli e nipoti.

Si sta diffondendo nelle grandi città lo yarn bombing o storming, o guerrilla knitting, o urban knitting o graffiti knitting, che tradotto in italiano significa graffiti di maglia.

Un’arte di strada che impiega esposizioni colorate di filati o di fibra lavorati a maglia o ad uncinetto invece che pittura o gessi.

È accaduto in Toscana, a Genova, dove il porto antico è stato «bombardato» di installazioni in lana e cotone, per il Progetto Intrecci urbani, che ha toccato anche il ponte Garibaldi a Cesenatico che è stato ricoperto di lana.

Crochet Itinerante ha fatto sosta a Foggia ed poi la staffetta è passa ta alla città di Arezzo. «Un tetto di stelle», a Palermo ha riunito attraverso filo e uncinetto, tutte le artiste appassionate di questo hobby che vogliono anche creare un museo.

E se, per strada, si vedono alberi, pali, Vespe, motoape, auto e persino camion, rivestiti per non parlare della scalinata della chiesa che ad Helsinki è stata ricoperta con una gigante coperta della nonna, in casa, quest’antica arte del passato, è tornata sotto forma di tendenza ultramoderna e sta contaminando l’arredamento.

Non semplici centrini. Le sedie di acciaio anni ’70 abbandonano il rivestimento di pelle e si intrecciano di lana e cotone, i pouff sono grossi cuscini all’uncinetto, simili a piante grasse innocue, ed anche le lampade, le teiere si mettono il maglioncino o lo scialle.

E c’è chi a Palermo, il rivestimento di crochet, l’ha fatto anche per il cane, come la fashion designer Celeste Bertolino.

Tra le artiste palermitane che cavalcano quest’onda c’è Simonetta Russotto in arte Sangù che, tra le altre cose, realizza coperte artistiche e al tempo stesso funzionali, usando la tecnica americana “grammy square”.

«Sono formate dall’unione di tanti quadrati a cui applico delle decorazioni iperboliche, e scelgo i colori in base ai resti dei gomitoli, utilizzati per fare altro».

Proprio come facevano le nonne di un tempo.

«Per realizzare una coperta come questa – prosegue la Russotto ci vogliono intere giornate, penso che se dovessi conta re le ore impiegate sarebbero al meno otto al giorno per un mese. Ho usato l’uncinetto numero 4 e lana mista ad acrilico. Nel mondo del design c’è stato un ritorno a questo stile old America, moltissimi stilisti hanno riproposto il famoso quadratino della nonna in tutte le salse, ma io non l’ho mai abbandonato, è una cosa che faccio sin da ragazzina. È rilassante, divertente e per niente remunerativo, infatti le coperte non le vendo, in compenso ho una casa coloratissima. Sono come delle fi glie e ho dato loro un nome, le più colorate si chiamano come le mie nonne: Carmela e Domenica; l’ultima arrivata la chiamerò Caterina, il nome di mia madre».

Share:

Rispondi

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial