«Alcool e cocaina, mix sempre più diffuso»

Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr: «Tra i consumatori correnti di cocaina, circa un terzo ha fatto anche uso di alcol e pasticche negli ultimi trenta giorni: addirittura sei su dieci tra coloro che hanno consumato cocaina almeno una volta negli ultimi trenta giorni ha avuto anche un episodio di intossicazione alcolica nello stesso periodo»

Fonte – Giornale di Sicilia

«Tra i consumatori correnti di cocaina, circa un terzo ha fatto anche uso di alcol e pasticche negli ultimi trenta giorni: addirittura sei su dieci tra coloro che hanno consumato cocaina almeno una volta negli ultimi trenta giorni ha avuto anche un episodio di intossicazione alcolica nello stesso periodo – 61% dei maschi e 56% delle femmine – ovvero 25.000 studenti; e l’86%, corrispondente a circa 34.000 studenti, ha avuto almeno un episodio di binge drinking, cioè 5 o più bevute di fila. Mi sembra questo il dato più inquietante», dice Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’ Istituto di fisiologia clinica del Cnr, autrice di una ricerca che ha analizzato il consumo di sostanze e comportamenti a rischio di una fascia di adolescenti italiani tra i 15 e i 19 anni.

E qui c’è una percentuale inaspettata: tra chi ha avuto almeno un episodio di binge drinking, l’87% è femmina, l’85% maschio.

«Una percentuale che ha stupito perché finora le ragazze si sono sempre tutelate di più, solitamente il genere maschile è più esposto al consumo di tutte le sostanze».

Quindi tra intossicazione alcolica e consumo di cocaina c’è un nesso?

«Sono sostanze che si legano bene, sono stimolanti. Tra tutte le sostanze illegali, la cannabis è quella maggiormente utilizzata che negli ultimi anni ha fatto registrare una ripresa, passando dal 2,8% di studenti al 3,7%: un aumento meno evidente nelle regioni meridionali. L’eroina è la meno diffusa, con cocaina, stimolanti e allucinogeni che si pongono in posizione intermedia».

Ha numeri siciliani?

«Generalmente la Sicilia si allinea sul dato nazionale ma per quanto riguarda l’uso di cocaina e di stimolanti e allucinogeni fa registrare prevalenze al di sotto del dato nazionale, cioè nel primo caso inferiori al 2,3% e nel secondo all’ 1,7% e all’ 1,9%».

La ricerca ha rivelato che l’ uso combinato di sostanze stupefacenti illegali – dalla cannabis fino alle smart drugs– insieme all’abuso alcol, guadagna il primo posto nella classifica dello sballo del sabato sera tra i giovani.

«La ricerca rivela che almeno una volta negli ultimi trenta giorni, l’1% degli studenti intervistati ha fatto uso di alcol e pasticche. In particolare ad aver consumato cocaina recentemente, cioè negli ultimi 12 mesi, è circa il 2,6% degli studenti, mentre a consumarla correntemente, cioè negli ultimi 30 giorni, è l’ 1,5%: 2,2% maschi e 0,8% femmine, ovvero 40.000 studenti».

Dall’analisi dello studio del Cnr emerge un altro dato allarmante: crescono gli utilizzatori di sostanze psicoattive sconosciute.

«Circa il 2,5% di studenti presi in considerazione ha assunto almeno una volta nella vita sostanze psicoattive sconosciute senza sapere di cosa si trattasse. Il 56% circa di questi studenti le ha assunte per non più di 2 volte, ma per il 23% si è trattato di ripetere l’ esperienza oltre 10 volte».

Qual è l’identikit del giovane consumatore frequente di cannabis?

«Gli studenti che hanno assunto cannabis 20 o più volte al mese, praticano anche il binge drinking, fumano e hanno pure assunto sostanze psicoattive sconosciute. Inoltre mostrano una maggiore probabilità di giocare d’ azzardo e alcune caratteristiche relative alla famiglia d’ origine, alla gestione del tempo libero e all’ andamento scolastico. Vivere in una famiglia non tradizionale, avere fratelli che già utilizzano questo tipo di sostanze e genitori che non controllano la gestione dei soldi da parte dei figli sono caratteristiche associate all’essere un frequent user di cannabis».

È lo stesso con i consumatori di altre sostanze illegali?

«Tra i consumatori di cocaina, eroina, allucinogeni e stimolanti, il 37% fa anche uso frequente di cannabis. Questi studenti mostrano un’associazione positiva con tutti gli altri comportamenti a rischio, ma rispetto a chi fa uso di spinello, sono più propensi a provare sostanze sconosciute e a entrare in contatto con il gioco d’azzardo. Fumano, invece, un minor numero di sigarette».

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