La bilancia? Mandiamola in fumo

Secondo l’Istat, la Sicilia è in vetta per dipendenza da nicotina. Gioca un ruolo anche la paura di ingrassare. I “comandamenti” dell’esperta nutrizionista Marietta Parrinelli per perdere il vizio. Senza ritrovarsi con i chili di troppo

MESSINA. «La mia ricetta della salute? La prevenzione! Mangio sano, faccio sport, non fumo e non bevo alcolici». È questo lo slogan della 15esima edizione della settimana nazionale per la Prevenzione Oncologica (SNPO) promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt), che si terrà dal 13 al 21 marzo con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione anche contro i tumori.

Testimonial della campagna di sensibilizzazione è la cantante Anna Tatangelo.

Dipendenze e paure

Ma smettere di fumare non è cosa facile. Anche i nuovi divieti – con multe che possono arrivare a 4mila euro – non sono un buon deterrente se non accompagnati da una grande consapevolezza e forza di volontà.

La motivazione? E’ presto detta: «La nicotina, componente principale della sigaretta – spiega l’esperta nutrizionista Marietta Parrinelli – è un alcaloide che viene assorbito facilmente dall’organismo e induce dipendenza, sia sul sistema nervoso che sul sistema cardiovascolare”.

In Sicilia, secondo i dati Istat “Noi Italia 2014”, che illustra i dati della spesa sanitaria pubblica, c’è la quota più alta di fumatori, seguiti da Campania e Toscana.

C’è anche un fattore psicologico che rema contro coloro che vorrebbero “abbandonare le sigarette”.

Ed è proprio la paura di ingrassare. «Ormai è accertato – spiega la dietologa di Sant’Agata Militello – che la paura è più che giustificata dal fatto che la nicotina, oltre ad avere un’ azione anoressizzante, agisce da catalizzatore alimentare, ovvero accelera il metabolismo bruciando più calorie, di conseguenza quando si smette, il metabolismo si riduce. Anche il fattore psicologico, ossia l’aspetto orale del fumo, contribuisce all’ incremento ponderale, infatti, la necessità di portare qualcosa in bocca, in sostituzione della sigaretta, porta a mangiucchiare di continuo con l’inevitabile aumento dell’ introito energetico».

Ma smettere di fumare resta la priorità. I tumori e le malattie circolatorie, dice ancora l’Istat, si confermano le principali cause di ricovero ospedaliero.

Vademecum alimentare

Vale la pena quindi provarci e arginare “l’effetto collaterale” legato al peso, con una serie di piccoli ma efficaci accorgimenti.

«Suddividere il regime alimentare in più pasti giornalieri e fare scorta di alimenti a basso o nullo contenuto energetico (caramelle senza zucchero, gallette di riso, di crusca etc) e soprattutto bere molta acqua – consiglia la dottoressa Parrinelli – Riguardo alla scelta degli alimenti è opportuno limitare i grassi e le proteine animali dando preferenza a pesce magro, carni bianche e formaggi freschi; aumentare il consumo di frutta e verdura con almeno tre porzioni di frutta e due di verdure al giorno, garantendo, così, un giusto apporto di vitamine e sali minerali che, oltre ad avere azione antiossidante (il fumo ha un grande potere ossidante, causa di radicali liberi), depurano l’organismo; consumare, giornalmente, carboidrati che svolgono un’azione stabilizzante sull’umore, grazie alla produzione della serotonina, neuromediatore che regola il senso di benessere, contrasta la fame nervosa e la depressione. Dare la preferenza a quelli integrali che forniscono, oltre alle vitamine del gruppo B, un alto contenuto di fibre che aiutano la funzionalità intestinale: l’astinenza da nicotina può, infatti, causare un po’ di stipsi. Infine, ridurre le bevande a base di caffeina, sia perché aumentano il nervosismo, tipico dei primi periodi, e sia per evitare l’assunzione di zucchero presente nelle bibite o aggiunto alla tazzina di caffè. Molto meglio, al posto del tè o del caffè, prepararsi al mattino dei termos di infusi di erbe o tè giapponesi, naturalmente senza o con pochissima teina, al massimo leggermente dolcificati con miele, da sorseggiare durante il giorno durante i momenti di crisi. Va controllato anche l’alcol, se si cena fuori, meglio non superare un bicchiere di vino. Non dimenticate i piccoli stratagemmi da seguire a tavola. Ad esempio: adoperare dei piatti piccoli, masticare lentamente, appoggiare sempre la forchetta tra un boccone e l’altro. Tutti consigli utili per allungare il momento del pasto e far arrivare il senso di sazietà. Praticare un po’ di attività fisica, camminare, per almeno 30 minuti al giorno, a passo sostenuto».

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