L’urlo di Robert Plant scuote l’estate siciliana

A 67 anni l’ex-Zeppelin sembra aver ritrovato la voglia di riprendere durante i concerti il repertorio della band che lo lanciò nel firmamento rock, mescolandolo alle sue nuove passioni, cover di canzoni di Willie Dixon o traditional come Little Maggie

Fonte – La Sicilia

Nel 2007 venne in Sicilia nelle vesti di tuareg, letteralmente rapito dalla musica degli “uomini blu” del deserto del Sahara.

Poi lo abbiamo ascoltato interprete della tradizione country & western. Questa volta, invece, lo rivedremo in pantaloni di pelle e camicia aperta sul petto per lanciare il suo leggendario urlo rock. Nella scaletta dei concerti americani leggiamo infatti titoli come Rock and Roll, Whola lotta love, Black dog, The rain song, The lemon song, tutti classici dei Led Zeppelin, la storica band della quale Robert Plant è stato la voce.

Insieme con la nuova formazione The Sensational Space Shifters, a 67 anni Plant sembra aver ritrovato la voglia di riprendere durante i concerti il repertorio della band che lo lanciò nel firmamento rock, mescolandolo alle sue nuove passioni, cover di canzoni di Willie Dixon o traditional come Little Maggie.

Accompagnato dai Sensational Space Shifters, Robert Plant tornerà in Sicilia domenica 24 luglio per esibirsi al Teatro Antico di Taormina. Sarà quindi il primo vero concerto del cantante dei Led Zeppelin nella Perla dello Jonio.

«Il concerto di Robert Plant è uno dei più grandi eventi della stagione estiva siciliana, dopo la perdita di numerosi importanti spettacoli dovuta al nuovo regolamento per le concessioni del Teatro, che ha portato a cinque mesi di inutile attesa» commenta Carmelo Costa, organizzatore dello spettacolo.

E sono “firmati” Musica da Bere Srl anche i concerti che i Negramaro terranno il 26 luglio a Palermo e il giorno successivo a Taormina, e quello che il 5 giugno apre l’ estate degli eventi con un altro gradito ritorno in Sicilia: quello dei Duran Duran, miti del pop anni Ottanta, con i quali le ragazzine di allora sognavano di sposarsi.

Oggi quelle adolescenti hanno superato da tempo la mezza età, ma saranno sempre richiamate dai suoni “new romantic” di Hungry like the wolf, The reflex e Wild boys.

A Simon Le Bon e compagni c’è voluto un bell’ album autoprodotto come All you need is now per tornare in sella e trovare un’ altra multinazionale disposta a credere in loro e nelle canzoni di Paper gods, il disco che li ha riportati sul mercato. «Siamo una band a cui piace da matti stare al centro della pista da ballo» ammette Nick Rhodes, l’ unico a non aver mai abbandonato la nave, anche quando rollava in acque agitate sfornando alcuni tra i più brutti album della storia del pop (Big thing, Liberty, la raccolta di cover Thank you).

Nel 2004 il clamoroso ritorno alla formazione “storica” ha aggiunto un nuovo capitolo alla storia che vede tuttora Rhodes, Le Bon, John Taylor e Roger Taylor nel fuoco dei media con un gruppo di lavoro allargato in cui, oltre al monumento Nile Rodgers figurano Mark Ronson, Josh Blair e il cantautore britannico Ben “Mr” Hudson.

L’ estate degli eventi continua con il tour dei Pooh Reunion – L’ ultima notte insieme: per la prima volta in una formazione a cinque, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D’ Orazio e Riccardo Fogli si preparano a conquistare il 10 e 11 giugno San Siro a Milano, il 15 giugno l’ Olimpico di Roma e il 18 giugno il San Filippo di Messina. T

ra gli altri appuntamenti estivi già confermati, i due concerti di Anastacia il 22 luglio al Teatro antico di Taormina e il 23 al Verdura di Palermo.

Il 7 agosto, sempre nella Perla dello Jonio, il concerto del pianista Ludovico Einaudi.

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