Mi chiamo Crews e consumo pornografia

È vera dipendenza? Non tutti concordano, soprattutto perché gli effetti di droga e alcol sul cervello sono diversi e peggiori. Però per molti uomini il porno sta diventando un problema, e non si creda che si tratti di maschi di mezza età molto fragili o poco appagati

Fonte – il Venerdì di Repubblica

Un bel sorriso da attore, un fisicaccio da paura, e un problema: la porno dipendenza.

L’americano Terry Crews, ex giocatore di football e ora interprete di fiction e film per la televisione, ha registrato tre video per internet dove racconta nel dettaglio la sua storia di pornomane.

«Ho iniziato a 12 anni e non ho più smesso. Se il giorno diventa notte e tu sei ancora lì a guardare questa roba, hai un problema serio. Il porno ha messo sottosopra tutta la mia vita, sotto tutti i profili» dice in uno dei video della serie Dirty Little Secrets (Piccoli sporchi segreti), già visto più di tre milioni di volte.

È vera dipendenza? Non tutti concordano, soprattutto perché gli effetti di droga e alcol sul cervello sono diversi e peggiori.

Però per molti uomini il porno sta diventando un problema, e non si creda che si tratti di maschi di mezza età molto fragili o poco appagati.

I maggiori consumatori sono gli adolescenti: per loro il sesso on line oggi è la principale fonte di educazione sessuale. Smartphone, tablet e portatili vari hanno messo loro a disposizione circa ottocento milioni di pagine web pornografiche gratuite.

Come sintetizza un articolo dell’Economist di qualche mese fa, è la terza rivoluzione in tema di pornografia in sessant’ anni, dopo la diffusione delle riviste (anni Cinquanta) e dopo il boom delle cassette vhs (anni Ottanta).

I divieti non serviranno. Ai genitori dei figli adolescenti gli esperti consigliano di tenere aperto il canale della comunicazione, attraverso il quale può passare l’ invito a diventare consumatori critici.

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