Houël, il più colto tra gli innamorati dell’ Isola

Dai Templi di Agrigento a Selinunte,Segesta, alla Palazzata di Messina al momento del terremoto 1783, le vedute dell’Etna, la vista delle Macalube di Aragona, gli abiti popolaridella Sicilia di quel tempo.

Il più preciso, dettagliato e anche innamorato dei viaggiatori stranieri in Sicilia, il più attento a sintonizzarsi con il panorama anche umano fino a diventare siciliano negli abiti e nei rituali.

Jean-Pierre Houël Louis Laurent è fra i 30-40 anni quando arriva in Sicilia fra il 1776 e il 1778 una Sicilia di pecore e grandi panorami classici – la ritrae a mano, la disegna e la colora, la scrive in quattro libri.

È il primo che la promuove in Europa in immagini e parole, quattro volumi con le loro estensioni in 27 opere grafiche a colori che da oggi sono in mostra a Palermo, Palazzo Branciforti.

Jean-Pierre Houël, un francese in Sicilia, promossa dalla Fondazione Sicilia, presenta venticinque acquetinte nei locali della «Cavallerizza» del palazzo e prosegue al primo piano con i quattro volumi di grandi dimensioni che costituiscono l’opera Voyage pittoresque des isles de Sicilie, de Malte e Lipari.

I volumi sono esposti a pagine aperte, per il pubblico le acquetinte pregiate e tra queste una raffigurazione del carro di Santa Rosalia lungo il Cassaro di Palermo fra la Marina e Porta Felice.

Sono opere grafiche di Houël che riprendono i temi del «gran tour»: le antichità classiche, i paesaggi,l’ antropologia e le tradizioni popolari.

Dai Templi di Agrigento a Selinunte, Segesta, alla Palazzata di Messina al momento del terremoto 1783, le vedute dell’ Etna, la vista delle Macalube di Arago na, gli abiti popolari della Sicilia di quel tempo.

«Con questa esposizione la Fondazione Sicilia prosegue il percorso di valorizzazione e di fruizione delle proprie collezioni»: il professor Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia, sottolinea che il tema del «gran tour» è molto presente nelle collezioni ed è stato di recente approfondito attraverso una esposizione di opere grafiche di vari autori, dal titolo Uno sguardo al Grand Tour attraverso le collezioni della Fondazione Sicilia. Abbiamo anche organizzato – ricorda Puglisi – una mostra sui 79 disegni del taccuino di Lord Spencer Josua Alwyne Compton».

Personaggio eclettico, architetto di formazione ma anche raffinato artista ed incisore, Jean Pierre Houël è uno dei principali artefici dell’ ingresso del paesaggio siciliano nell’ immaginario visivo dei viaggiatori europei e lo ha quasi spiegato al mondo: nelle sue caratteristiche morfologiche, naturalistiche, storico-architettoniche e culturali.

È il 1776 quando intraprende il suo girovagare nell’estremo sud d’ Europa, il Gran Tour della Sicilia al fine di pubblicare un’ opera per illustrare antichità e fenomeni naturali, usi e costumi.

Gira da Catania a Siracusa, Agrigento, Palermo, Malta e Lipari, ne risulta un’ opera pubblicata in quattro volumi tra il 1782 e il 1787 che diventa celebre anche per le sue gouaches che affascinano il pubblico europeo. Il più appassionato e colto che apprezza la tecnica di ogni dettaglio architettonico ma anche l’ uso scenografico dei colori acquerellati.

Lui, l’ artista, resta folgorato dalla Sicilia, «fortemente sorpreso» – dirà – da persone e incontri, da luoghi e costumi sociali, vestirà talvolta da siciliano e parteciperà al sociale dell’ entroterra.

E volendo descrivere per immagini la Sicilia anche se in essenza idealizzata, non si limita alla conoscenza delle arti ma approfondisce anche la storia e gli assetti sociali, forme di governo, usi e costumi. Tiene un giornale dei passaggi e delle attività, annota itinerari e incontri, alla fine saranno cinque anni di Sicilia e quattro volumi per raccontarla al futuro.

A Palazzo Branciforti in via Bara all’Olivella Jean Pierre Houël, un francese in Sicilia sarà aperta fino al 19 giugno da martedì a domenica 9,30 -19,30.

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