La scommessa di Surya Amarù. In Sicilia una nuova casa editrice

Caleidoscopi, I fulmini, I capodogli sono le tre collane in cui si divide Splēn, la casa editrice fondata da Surya Amarù

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La qualità della scrittura e l’originalità di contenuti : ecco cosa dovrebbe cercare un editore per districarsi nel mare magnum caotico di chi scrive e di chi pubblica, oggi.

La giovane siciliana Surya Amarù ha scelto di puntare su questo per la creazione della sua casa editrice, Splēn , che momentaneamente si divide in tre collane: Caleidoscopi, che raccoglie al suo interno romanzi e racconti, forse di difficile interpretazione ma molto ricercati; I fulmini, dedicata ai giovani lettori che ripercorre le avventure di dèi ed eroi della mitologia e le imprese dei condottieri che hanno fatto la storia; I capodogli, rivolta ai ragazzi tra gli 11 e i 16 anni, e grondante di avventura, scenari fantastici e mistero, ma anche di legami profondi come gli abissi in cui nuota il capodoglio.

Surya Amarù, cosa manca all’editoria italiana?

“Non credo che manchi qualcosa, ma, anzi, che ci sia troppo: troppi libri inutili, troppi aspiranti scrittori, troppi non lettori, troppa pressione dai grandi distributori che richiedono continuamente nuovi titoli usa e getta da promuovere. Bisognerebbe fermasi un attimo, ridurre la quantità a favore della qualità”.

Quanto è necessario, e quanto è difficile essere una giovane editrice indipendente a Catania?

“La necessità di aprire una casa editrice indipendente a Catania, è nata in seguito alla mia esperienza diretta, in veste di libraia ma anche di editor freelance, per alcune case editrici locali, dove ho potuto constatare la scarsa proposta culturale e letteraria della città che amo e nella quale vivo. Grazie a questo background ho maturato negli anni una mia idea di editoria molto chiara e ho fondato così, circa un anno fa, la Splēn edizioni. La Splēn è in primo luogo un’ associazione culturale che ha come obiettivo principale quello di diffondere e avvicinare i lettori a una scrittura di qualità, in contrapposizione alla tendenza ormai diffusa a pubblicare libri usa e getta di dubbio valore letterario per finalità esclusivamente economiche. Si pensi in tal senso alle numerose pubblicazioni dei grandi editori di libri presumibilmente scritti da attori, soubrette, calciatori o, nel piccolo, alle innumerevoli pubblicazioni dei cosiddetti editori a pagamento. Devo ammettere di essere stata fortunata e di non aver riscontrato molte difficoltà nella mia città ma anche in Sicilia, dove sono stata ben accolta da subito da parte dei librai che, conoscendomi da tempo, hanno appoggiato dal primo momento il mio progetto e dedicato ampio spazio alle pubblicazioni della casa editrice. Ad oggi, senza un distributore ufficiale, sono quasi cento, infatti, le librerie che ospitano i libri della Splēn in Sicilia. Ed è importante ricordare che la distribuzione per i piccoli editori rappresenta uno degli ostacoli più grandi”.

Come sceglie chi pubblicare?

“Questo è uno degli aspetti più impegnativi del mio lavoro. Ultimamente arrivano in redazione la media di tre manoscritti al giorno ed io pubblico circa sette libri l’anno. Devo quindi leggere moltissimo e dire anche di no al 99,9% dei testi che ricevo . La mia scelta si basa in primo luogo sulla qualità della scrittura e sull’originalità dei contenuti, ma cerco di valutare anche il futuro del libro e mi chiedo sempre: consiglierei davvero questo libro a un mio amico o a un cliente se lavorassi ancora in libreria? Io lo acquisterei? Perché pubblicare questo libro invece di un altro? Se le risposte che mi do riescono a soddisfarmi allora si tratta di un libro destinato ad entrare nel catalogo Splēn”.

Ha mai pensato di scrivere?

“No, non ci ho mai pensato. Ritengo che editore e scrittore siano due mestieri del libro molto diversi. Un vero scrittore deve avere un talento innato che si deve coltivare e nutrire ogni giorno non solo attraverso un costante esercizio di scrittura ma anche grazie alla lettura dei grandi maestri contemporanei e del passato. Un editore è invece un esploratore e un cercatore di tesori che condivide il suo lavoro con gli altri attraverso i libri che decide di pubblicare. Ogni libro, come una perla naturale, è unico e prezioso, e l’ insieme di più perle danno vita a una collana, e ogni collana rappresenta parte del tesoro della casa editrice. Ecco, questo è il mio avventuroso mestiere”.

I suoi libri preferiti?

“Oltre i classici della letteratura per ragazzi ho amato da giovanissima Cime tempestose di Emily Brontë e i romanzi di Daniel Pennac . Oggi invece rimango incantata dalla scrittura di Jose Saramago: Cecità tra i suoi romanzi è quello che ho amato di più. C’è poi Gabriel Garcia Marquez con L’ amore ai tempi del colera e – per non dilungarmi troppo – concludo con un romanzo italiano, Roderick Duddle di Michele Mari , perché in Italia di talenti ce ne sono e Mari ne è una prova vivente”.

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