Due giornate per scoprire i gioielli nascosti della Sicilia

Due giornate per scoprire i gioielli nascosti della Sicilia. Chiese, castelli, palazzi, case d’ artista domanie domenica aperti al pubblico ben 130 luoghi semisconosciuti dell’ Isola ognuno con una storia da conoscere

Fonte – La Sicilia

È la festa della bellezza per eccellenza, che torna puntuale con la primavera sotto l’egida del Fondo per l’Ambiente italiano.

Sono le Giornate di Primavera, promosse dal Fai sotto l’ alto patronato del Presidente della Repubblica e con la collaborazione del gruppo l’Espresso, che tornano sabato e domenica anche in Sicilia per la 24esima edizione.

In tutta Italia sono 900 i luoghi che dalle 10 alle 17 si aprono in 380 città, mentre nell’ isola si metteranno in moto dieci delegazioni e 4 mila volontari, un piccolo esercito di “apprendisti ciceroni” che cureranno le visite di 130 siti, tra gioielli d’ arte, storia o natura da scoprire offrendo un contributo libero.

Tra questi, ci sono 16 palazzi aristocratici, 34 chiese, 10 oratori, 5 castelli, 7 musei, 3 ville storiche e poi case d’ artista, torri, biblioteche, teatri, archivi storici e itinerari naturalistici, oltre a diversi siti archeologici.

Le principali novità di questa edizione si trovano nel Catanese: nel capoluogo etneo, in via Bronte 38, si apre per la prima volta la casa atelier dello scultore Carmelo Mendola, autore della celebre fontana dedicata ai Malavoglia, in piazza Verga. La casa conserva diverse opere inedite.

A Caltagirone si visita la casa dei baroni Aldobrando dove nacque Luigi Sturzo e il Fai mostra cimeli, arredi, la biblioteca di famiglia, così come a Mineo per la casa museo di Luigi Capuana.

Da non perdere, a Messina, la Cripta della Cattedrale, di epoca normanna, già aperta dal Fai nel 2009 dopo 50 anni di chiusura.

A Palermo, l’antropologa e capo delegazione Rita Cedrini ha costruito un itinerario “Da Porta a Porta”, che abbraccia l’ intero corso Vittorio Emanuele e apre al pubblico Porta Nuova e Porta Felice, solitamente chiuse.

Un percorso costellato di presidi, baluardi, chiese semisconosciute, come San Paolo degli Spadai, San Giacomo dei Militari e Santa Maria Maddalena, ma anche Palazzo Carminello, ex sede del Tribunale militare in piazza Bologni, il Seminario dei chierici, il Palazzo Arcivescovile, la Banca d’ Italia in via Cavour.

E tante chicche si possono scoprire in provincia, come il “percorso gattopardiano” di Ciminna o i sette Oratori delle Compagnie bianche del Venerdì santo di Corleone.

Ad Agrigento si aprono il tempio di Demetra e il Baluardo a tenaglia, esempio di ingegneria militare a difesa dell’ antica Akragas.

Nel Nisseno meritano una visita il sito archeologico di Sabucina e il Castello Manfredonico di Mussomeli, mentre a Calascibetta, in provincia di Enna il villaggio bizantino del vallone Canalotto ospita chiese rupestri, tombe a grotticella e ad arcosolio; Ragusa propone una passeggiata naturalistica sull’ altipiano ibleo e a Scicli si visita il Convento di Santa Maria della Croce.

Siracusa propone un itinerario nello storico quartiere della Graziella a Ortigia e a Trapani porte aperte nelle sedi storiche dei licei mentre Marsala si può andare alla zona archeologica di capo Boeo.

Alcune visite sono riservate agli iscritti Fai, ma in ogni luogo è sempre possibile iscriversi il giorno stesso.

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