La pittura analitica di Pinelli approda ad Agrigento

Quindici le opere in mostra ad Agrigento, selezionate da gallerie e collezioni di privati e realizzate da Pinelli dal 1975 ad oggi.Nato a Catania nel 1938, Pinelli lavora a Milano dal 1963, dove ha vissuto da vicino la stagione artistica animata da Lucio Fontana, Piero Manzoni ed Enrico Castellani.

Al via la nuova stagione delle “Fabbriche Chiaramontane” di Agrigento con un omaggio all’ arte di Pino Pinelli, da tempo assente nei circuiti espositivi siciliani e di recente protagonista all’ Armory Show di New York di un “duetto” con Lucio Fontana.

La mostra, aperta da oggi al 22 maggio, si intitola “Trademark”, ed è a cura di Marco Meneguzzo docente dell’Accademia di Brera a Milano.

“Trademark”, proprio come “marchio di fabbrica”, ovvero le forme e i “singoli colori puri” – gli stessi di Mondrian -che, nell’ arco di quarant’anni, hanno caratterizzato l’ arte di Pinelli, protagonista della “Pittura Analitica” nata in Italia negli anni Settanta.

Quindici le opere in mostra ad Agrigento, selezionate da gallerie e collezioni di privati e realizzate da Pinelli dal 1975 ad oggi.

Nato a Catania nel 1938, Pinelli lavora a Milano dal 1963, dove ha vissuto da vicino la stagione artistica animata da Lucio Fontana, Piero Manzoni ed Enrico Castellani.

Con i cicli delle “Topologie” e dei “Monocromi”, Pinelli esplora nei primi anni Settanta la tendenza dell’ epoca per la pittura analitica.

Fino alla soluzione finale dell’ abbandono della tela e del telaio che lo storico dell’arte Giovanni Maria Accame spiega come «un’ uscita dal quadro che non è negazione della pittura, ma una sua differente concezione».

Alla mostra – realizzata dagli Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento, in collaborazione con l’Archivio Pino Pinelli – è dedicato un catalogo (editore Digital Project, Milano) con un saggio critico del curatore Meneguzzo, che segue per le “Fabbriche Chiaramontane” altri progetti di ricerca come quelli legati all’Astrattismo e all’Arte Concettuale in Sicilia.

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