Da Enna a Modica le processioni nell’Isola tra Madonne e Diavoli

Centinaia di riti nei centri piccoli e grandi di tutte le province. In migliaia per i Misteri di Trapani e le Vare di Caltanissetta. Sarà stato anche per questo che in La luce e il lutto Gesualdo Bufalino scrive: “A Pasqua ogni siciliano si sente non solo spettatore ma attore, prima dolente, poi esultante, d’un mistero che è la sua stessa esistenza”

Fonte – La Repubblica (ed. Palermo)

I rituali della Pasqua in Sicilia – dalla Domenica delle Palme fino al Venerdì Santo e alla Domenica di Resurrezione – si presentano come una sequenza narrativa della Commemorazione religiosa cristiana, ma anche come richiamo a una ritualità simbolica dove la parola Pasqua è sintesi di rinnovamento, di transito da una fase di morte della natura (l’ inverno) a una fase di vita e di risveglio (la primavera).

Sarà stato anche per questo che in “La luce e il lutto” Gesualdo Bufalino scrive: “A Pasqua ogni siciliano si sente non solo spettatore ma attore, prima dolente, poi esultante, d’ un mistero che è la sua stessa esistenza”. E nella “Corda pazza”, Leonardo Sciascia: “… ma una festa religiosa, che cos’ è una festa religiosa in Sicilia? Sarebbe facile rispondere che è tutto… E anzi tutto una esplosione esistenziale…”

Durante tutta la Settimana Santa a San Fratello nei Nebrodi messinesi, si ha un perfetto esempio di particolare unione tra sacro e profano.

All’alba del Mercoledì Santo un folto numero di uomini si travestono con un abito di stoffa rosso e giallo ricco di ornamenti e disegni, un cappuccio che copre il volto con una lingua in pelle, catene a maglie larghe, croci o elmetti e suonano trombe e campanacci. Sono i Giudei che rappresentano gli uccisori di Cristo.

Sempre il Mercoledì Santo, a Barrafranca, in provincia di Enna, si svolge A Vasacra, una via Crucis vivente, in quattro diversi punti del centro in cui vengono localizzati l’ orto del Getsemani, il Sinedrio di Caifa, il palazzo di Pilato ed il Golgota.

Ogni stazione è particolarmente curata nella scenografia e nelle musiche; la più coinvolgente, quella della crocifissione, si svolge nella circonvallazione illuminata da fiaccole e fari.

Sempre in provincia di Enna, ad Assoro, si snoda La Processione degli Angioletti, una processione di oltre cinquanta bambini che portano dalla chiesa dello Spirito Santo fino alla chiesa Madre i simboli della Passione: la croce, i chiodi, la lancia e la corona di spine.

A Caltanissetta, il Mercoledì Santo, si svolge il rituale denominato della Real Maestranza e la processione delle varicedde.

Il Giovedì Santo è il giorno dei Sepolcri, ovvero gli allestimenti all’ interno delle chiese per l’ adorazione fino a tarda notte.

Elemento particolare è la presenza negli altari di vasetti con germogli di grano, orzo, lenticchie e altri cereali fatti crescere al buio (i lavureddi cioè “piccole messi”), probabilmente di tradizione ellenica.

A Palermo, nelle sedi parrocchiali del centro storico sono allestiti moltissimi Sepolcri, affinché la gente la sera della contemplazione dia inizio al “giro”: tre, cinque o sette, in numero dispari, affinché “la propria coscienza sia appagata”.

Il Venerdì Santo è caratterizzato dalla processione del Cristo Morto di notevole durata, basti pensare che a Trapani la Processione dei Misteri dura ben ventiquattr’ore.

All’alba la comunità di Collesano, in provincia di Palermo, dà vita alla processione della Cerca, che rappresenta il mistero della Passione di Gesù Cristo, risalente al XVII secolo per iniziativa della Confraternita del Santissimo Crocifisso.

A Enna, dove la Settimana Santa è un bene protetto dall’Unesco, il Venerdì Santo si muove la Processione degli Incappucciati che attira migliaia di visitatori: sono oltre duemila i confrati che, in rigoroso ordine prestabilito e in assoluto silenzio e mestizia, precedono le Vare del Cristo morto e dell’Addolorata, dando inizio al lungo corteo funebre che percorrerà quasi tutta la città.

In provincia di Ragusa, Modica presenta il rito spagnolo del ‘600 della Madonna Vasa-Vasa, quest’anno rappresentato per ben sei volte lungo il giorno e durante la serata: il simulacro della Madonna ancora in lutto è portato in processione per la via principale della città, il corso Umberto; quando incontra la statua del Cristo risorto, le due statue si avvicinano per un bacio.

In provincia di Trapani, a Castelvetrano, per Pasqua c’è la Festa dell’ Aurora, un rito medievale propiziatorio, introdotto intorno al 1660 dai padri Carmelitani Scalzi di Santa Teresa.

L’Aurora, così detta per l’ ora mattutina in cui si svolge, rappresenta l’ incontro del Cristo risorto, in una candida veste bianca, portante una bandiera rossa fiammante, e della Madonna, coperta da un lungo manto nero: appena vicini cade il manto nero e la Madonna appare con un ricco manto festivo.

Dodici “Santuna”, pupazzi in cartapesta e stoffa che vengono manovrati internamente da figuranti, rappresentano i dodici Apostoli di Gesù, che esultano per la Resurrezione per le vie di Aidone, in provincia di Enna.

Spettacolare poi, l’entrata in scena dei diavoli vestiti di rosso ad Adrano, in provincia di Catania: nella “Diavolata” appaiono al pubblico attraverso una botola circondati da fumo e fiamme, mentre un bambino, vestito di bianco e l’ Arcangelo Gabriele occupano la parte opposta del palcoscenico.

Un serrato dialogo tra i protagonisti, incentrato sulla lotta tra il bene e il male, vede la sua conclusione nel momento in cui l’ Angelo riuscirà a fare pronunciare ai diavoli la frase “Viva Maria!”.

Ancora, le grandiose le decorazioni realizzate con telai e intrecci di canne, salici, asparagi, rosmarino e pane, disposte per le vie di San Biagio Platani, che si trasforma in un salotto a cielo aperto per la festa degli Archi di Pasqua.

A Prizzi, in provincia di Palermo, il Ballo dei diavoli, mascherati e vestiti di rosso che tentano invano di ostacolare l’ incontro del Cristo con la Madre. A loro si oppongono gli angeli che scortano le statue.

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