Inchiesta anti-droga, confiscati 500.000 euro al leader del gruppo ultras “Bravi ragazzi”

Avrebbe avviato un consistente traffico di droga dall’Albania, destinata alle piazze dello spaccio di Agrigento e Torino. Per questo Andrea Puntorno è stato arrestato nel novembre del 2014 ed è sottoposto ad obbligo di dimora. Per il capo ultras dei “Bravi ragazzi” disposta ieri la confisca di alcuni beni per un valore di 500.000 euro,

Fonte – La Sicilia

Ammontano a 500 mila euro i beni confiscati all’agrigentino Andrea Puntorno, di 38 anni, attualmente sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora ad Agrigento, leader del gruppo ultras della Juventus “Bravi ragazzi”, arrestato nel novembre del 2014, con l’accusa di traffico internazionale di droga.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Torino – Sezione misure di prevenzione – ed è il risultato delle attività investigative, svolte dai carabinieri di Agrigento, e dai militari della Compagnia Torino Oltre Dora.

Secondo quanto accertato dagli investigatori nella disponibilità dell’indagato e del suo nucleo familiare vi erano alcuni beni, il cui possesso era ingiustificato.

E’stata accertata la sproporzione tra reddito dichiarato e patrimonio posseduto.

Confiscati un immobile a Torino del valore di 300 mila euro, un immobile ad Agrigento del valore di 200 mila euro, e una moto “Triumph Street Triple”, del valore di 7.500 euro.

Inoltre ieri mattina i carabinieri hanno notificato ed eseguito allo stesso Puntorno, un decreto di sottoposizione alla misura di prevenzione della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza. Puntorno sarebbe uno dei personaggi centrali dell’inchiesta antidroga.

Sarebbero arrivati fiumi di cocaina ed “erba” dall’ Albania, destinati alle piazze dello spaccio di Agrigento e Torino, via Palermo. Un traffico internazionale di droga avviato – secondo i carabinieri – con la complicità del fratello Alessandro e di altri tre fratelli.

Puntorno era stato, peraltro, coinvolto in un episodio di estorsione, che aveva portato all’arresto di due uomini, responsabili di aver incendiato la palestra di sua proprietà per costringere la moglie del capo ultras, a consegnare loro i soldi del bagarinaggio.

I due avevano affidato la vendita a Puntorno, a prezzi maggiorati a seconda dell’ incontro, di tagliandi tratti da abbonamenti allo Juventus Stadium. Puntorno, però, non avrebbe rispettato gli accordi.

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