Villarosa, avevano occupato l’aula consiliare: 18 lavoratori assolti dall’accusa di danneggiamento

Avevano protestato occupando l’aula consiliare per i ritardi della Regione Siciliana nello stanziamento dei fondi per il reddito minimo di inserimento. Erano stati rinviati a giudizio l’accusa di invasione di edifici e di danneggiamento. Per 18 lavoratori è adesso arrivata l’assoluzione con formula piena

Fonte – Giornale di Sicilia

Erano accusati di aver forzato la porta della sala consiliare e di avere invaso l’aula, al fine di occuparla, nell’agosto del 2008; nel corso di una protesta dovuta ai ritardi della Regione nello stanziamento dei fondi che avrebbero dovuto coprire il costo del reddito minimo di inserimento.

Per questo diciotto lavoratori, inseriti nelle liste dei beneficiari, erano stati rinviati a giudizio e processati, con l’accusa di invasione di edifici e di danneggiamento.

Adesso però il giudice monocratico del Tribunale di Enna Giovanni Milano li ha assolti tutti e diciotto.

Escono senza macchia dal giudizio dunque Orazio Sorbello, 60 anni, Michele Gangi di 51, Giacomo Colina di 39, Antonio Seminara di 40, Alfonso D’Urso di 48, Rosa Schembri di 57, Maria Luisa Di Mattia di 40, Concetta Baudo di 52, Maria Cinzia Paesano di 42, Serafina Trobia di 47, Gaetano Paternò di 44, Pietro Li Volsi di 43, Graziella Ensabella di 36, Giacomo Dell’Aera di 51, Cateno Santo Scelso di 40, Santo Incaudo di 37, Luigi Bevilacqua di 52 e Lucia Ferraro di 44.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Eleanna Parasiliti Molica, Giulio Magnifico, Irina Mendolia e Giuseppino Mastrosimone, erano stati individuati dagli agenti della polizia municipale.

Erano stati contestati loro i due capi d’imputazione e per questo si era giunti al dibattimento, dopo che l’inchiesta era stata coordinata dall’ ex procuratore di Enna Calogero Ferrotti, il quale la chiuse chiedendo per tutti il rinvio a giudizio.

Ma adesso il giudice Milano li ha assolti con formula piena. E questo perché è emerso, nel corso del dibattimento, che sostanzialmente quella protesta era stata autorizzata e che si era svolta normalmente, dunque non c’ era stata alcuna arbitraria occupazione della sala consiliare.

La protesta, secondo quanto è venuto fuori sempre in aula, era dovuta ai ritardi di Palazzo d’Orleans nel pagamento dei soldi al Comune.

Per questo genere di sussidio, infatti, i soldi da Palermo arrivano all’ ente comunale, che poi materialmente li eroga ai lavoratori del reddito minimo. Inoltre, poi, in relazione all’ accusa di danneggiamento, non c’era alcuna prova che indicasse con certezza chi fosse stato a rompere la porta.

E per questa ragione, considerato che la responsabilità penale è individuale, non è possibile giungere ad alcuna condanna.

Questo è quanto è emerso in aula, ma per il deposito delle motivazioni della sentenza il giudice si è riservato novanta giorni di tempo.

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