Noto, quando il Presidente snobba le “autorità”. Gennuso: «Visita irriguardosa»

Quando Luca Cannata, sindaco di Avola, ha intuito che Mattarella non si sarebbe avvicinato al “recinto” riservato alle autorità si è addirittura tolto la fascia tricolore. Per Giuseppe Gennuso «Sono stati sprecati, come sempre, tantissimi soldi». E don Palmiro Prisutto alza il tiro «Lo Stato dimentica i morti di Augusta, ma noi non ci arrendiamo».

Noto – Era l’occasione per celebrare la rinascita del Duomo di Noto dopo vent’anni dal crollo e la visita di Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, ha fatto vivere un momento storico alla comunità della Capitale del Barocco.

Peccato che, due giorni fa, il tempo a disposizione del Capo dello Stato fosse troppo poco per salutare tutte le autorità presenti: erano davvero tante, tra assessori e deputati regionali, sindaci e amministratori del comprensorio ed altri rappresentanti delle istituzioni.

Nemmeno un saluto

Così, Mattarella ha ricevuto gli onori di casa da parte del primo cittadino di Noto, Corrado Bonfanti, dal vescovo della diocesi di Noto, monsignor Antonio Staglianò, dal prefetto di Siracusa Armando Gradone e, last but not least, dal governatore Rosario Crocetta, prima di entrare nella cattedrale di San Nicolò.

All’uscita, il Presidente ha salutato i bambini delle scuole, si è concesso per qualche istante ai giornalisti ed è risalito in auto. Senza nemmeno un cenno di saluto al nutrito drappello di autorità assiepate a lato dell’ingresso della basilica: una “svista” che nessuno dei presenti ha preso bene.

C’è stato chi, come Luca Cannata, sindaco di Avola, si è tolto la fascia tricolore in segno di protesta; Bruno Marziano, assessore regionale all’Istruzuione e alla Formazione, ha invece commentato: «Mi avrebbe fatto piacere se avesse salutato i sindaci, i deputati regionali e nazionali. Non se ne sarebbe andato con le mani appestate, se l’ avesse fatto. Non parlo di me, non sapeva neanche dove fossi, ma le istituzioni sì».

Niente, invece. E così Pippo Gennuso, deputato all’Ars nelle file del Grande Sud – PID parla senza mezzi termini di «visita irriguardosa»e deplora:«Siamo stati chiusi in un “recinto” come le mucche senza poter dire la nostra al Capo dello Stato. Sono stati sprecati, come sempre, tantissimi soldi, con una grande mobilitazione delle forze dell’ ordine che hanno scortato il corteo presidenziale da Catania fino a Noto».

Centinaia di morti di cancro

Per don Palmiro Prisutto invece, non si tratta di una questione di protocollo ma di una vera e propria disattenzione da parte di Mattarella verso un problema molto sentito ad Augusta e dintorni, dove l’inquinamento prodotto dall’inquinamento della zona industriale ha prodotto centinaia di morti in pochi anni.

«Il presidente della Repubblica preferisce ammirare la bellezza di Noto che soffermarsi sulle morti di Augusta – attesta il sacerdote in una dichiarazione – ancora una volta un capo dello Stato si dimentica di noi. Da anni lanciamo appelli allo Stato e scriviamo al Quirinale chiedendo di voltarsi a guardare quanto succede ad Augusta, dove di industria si muore. Lo Stato dimentica i morti di Augusta ma noi – conclude don Prisutto – non ci arrendiamo».

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