Terreno venduto nella Valle dei Templi, il privato pronto a chiedere i danni

Nei giorni scorsi il deputato regionale Michele Cimino aveva chiesto, in relazione alla cessione di un terreno demaniale nella Valle dei Templi per poco più di 10.000 euro, le dimissioni dell’attuale soprintendente ai beni culturali di Agrigento. In una nota, Enzo Sinatra precisa tra l’altro che “la dottoressa Greco non ha nulla a che vedere con la vendita”

Vendita di aree demaniali da parte della Regione, dopo l’esposizione mediatica gli uffici annunciano provvedimenti e i privati, dal canto loro, sono pronti a dare battaglia.

Partendo da Agrigento, dove la vicenda della cessione per poco più di 10mila euro di un terreno nella Valle dei Templi aveva suscitato particolare scalpore spingendo il nuovo dirigente generale del settore Finanze, Bologna, ad annunciare provvedimenti in tempi rapidi.

Così adesso il beneficiario di quella vendita, l’avvocato agrigentino Enzo Sinatra, suocero del deputato di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto e parte di una società turistica, la Tas, che gestisce tra gli altri un’albergo limitrofo alle aree oggetto di compravendita, precisa e contrattacca.

“Non ho ancora ricevuto alcun atto ufficiale sull’asserito avvio della procedura di revoca della vendita del terreno  – spiega con una nota -. Se, e quando, riceverò l’ atto di revoca, allora valuterò di conseguenza se oppormi alla revoca, vantando un legittimo titolo di acquisto e instaurando un contenzioso giudiziario, oppure se restituire il terreno che mi è stato venduto riservandomi ovviamente, in ogni caso, il diritto al risarcimento dei danni, materiali e morali. Nel merito della compravendita preciso che dal 1998 l’Hotel della Valle ha subito notevoli infiltrazioni d’acqua negli scantinati causate dal terreno, di cui si discute, per effetto di lavori di ristrutturazione che all’epoca hanno interessato Villa Genuardi, sede della Soprintendenza ai Beni culturali. Non mi dilungo su tutto ciò che in sede giudiziaria si è trascinato dal 1998 fino al 17 gennaio 2013 fin quando, innanzi ad un notaio, le parti in causa, quindi società Tas e Regione, hanno concluso la compravendita del terreno al fine di evitare un inutile ulteriore contenzioso. Acquistando il terreno, la società Tas ha provveduto a ciò cui la Regione, dal 1998 al 2013, non è stata capace : ossia la manutenzione degli impianti delle vasche di raccolta acque che la Regione, in forza di sentenze esecutive promosse dalla Tas, aveva costruito nel terreno suddetto, assenza che ha determinato il ripetersi delle notevoli infiltrazioni d’acqua a pericolo anche delle fondamenta dell’ Hotel della Valle”.

L’unico beneficio per il privato, sostiene ancora l’avvocato,  è il venir meno del danno provocato dal terreno stesso.  “Nel terreno acquistato – aggiunge – non si può piantare nemmeno un cavolfiore”.

Non solo, ma, nonostante l’attacco a “testa bassa” dei giorni scorsi da parte del deputato regionale Michele Cimino, che aveva chiesto, in merito alla vicenda, le dimissioni dell’attuale soprintendente ai beni culturali, Caterina Greco, Sinatra precisa che “la dottoressa Greco non ha nulla a che vedere con la vendita in quanto all’epoca non era Soprintendente ai Beni Culturale di Agrigento”.

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