Siracusa, sette condanne al processo per le estorsioni ai danni di «In moto»

La condanna più severa è stata inflitta a Pasqualino Mazzarella, indicato dalla pubblica accusa come il presunto ”collante” con l’organizzazione mafiosa egemone in città e di recente condannato all’ergastolo per concorso nell’omicidio di Liberante Romano

Fonte – Giornale di Sicilia

Sette condanne a complessivi cinquantadue anni e quattro mesi di reclusione sono state inflitte dal tribunale collegiale penale a conclusione del processo per le estorsioni consumate e tentate ai danni di Marco Montoneri, l’ex autosalonista proprietario della rivendita «In moto» di via Necropoli Grotticelle dalla cui denuncia ha preso il via l’indagine della Squadra mobile sfociata in un blitz condotto nel 2013 che ha portato all’arresto di nove persone ritenute presunte appartenenti al clan «Bottaro-Attanasio», ed inseguito divenuto testimone di giustizia.

La condanna più severa dodici anni di reclusione ed altritre di libertà vigilata da scontare a pena espiata è stata inflitta a Pasqualino Mazzarella, indicato dalla pubblica accusa come il presunto ”collante” con l’organizzazione mafiosa egemone in città e di recente condannato all’ergastolo per concorso nell’omicidio di Liberante Romano.

Una pena di nove anni di carcere è stata comminata ad Andrea Fortuna, l’impiegato dell’autosalone preso di mira dal racket che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe provveduto a consegnare i mezzi alle persone che li richiedevano e che ha sempre sostenuto di ”non essersi potuto rifiutare pena la vita”.

Ed ancora, una pena di otto anni e otto mesi carcere è stata inflitta a Salvatore Brancato, otto anni di reclusione ciascuno è lacondanna inflitta a Michele Cianchino e Concetto Garofalo, tre anni e quattro mesi di reclusione ciascuno è la pena comminata ad Alessandro Garofalo e Sebastiano Garofalo.

Con la stessa sentenza i giudici hanno riconosciuto alla vittima, costituita in giudizio parte civile, il diritto al risarcimento del danno liquidando una provvisionale di quindicimila euro. Una provvisionale di poco meno di quattromila euro ciascuno è stata assegnata invece agli organismi ammessi in giudizio come parti offese, l’«Associazione Antiracket e Antiusura», il «Forum delle Associazioni Antiusura», «Obiettivo legalità» e «Associazione Codici».

Per ciascuna delle parti offese l’ammontare complessivo del risarcimento sarà quantificato in sede civile. I giudici si sono ritirati, come da programma, ieri mattina poco dopo le 12,15 e sono rimasti in camera di consiglio fino alle 15,30. Per conoscere imotivi della sentenzab isognerà attenderne il deposito previsto fra novanta giorni.

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