Mafia, minacce via Facebook a un giornalista: arrestato un boss di Vittoria

“Ti scippu a testa” (“Ti stacco la testa”), o anche “Se vuoi ci incontriamo anche negli uffici della Polizia, tanto la testa te la scippu u stissu”. Parole di un boss contro Paolo Borrometi, giornalista anti-mafia di Vittoria. Così Gianbattista Ventura, 57 anni, è stato arrestato con l’accusa di minacce aggravate dal metodo mafioso.

“Ti scippu a testa” (“Ti stacco la testa”), “D’ora in avanti sarò il tuo peggiore incubo e poi ci incontreremo nell’aldilà”, e ancora “Se vuoi ci incontriamo anche negli uffici della Polizia,
tanto la testa te la scippu u stissu”.

Messaggi che non devono passare inosservati, soprattutto se a se a scriverli è un boss di rango e a riceverli è un giornalista dal dichiarato impegno anti-mafia.

Lui è Paolo Borrometi, uno con il vizio di scrivere di mafia con nomi e cognomi.

Soprattutto se eccellenti come quello di Gianbattista Ventura, 57 anni, reggente a Vittoria del clan Dominante-Carbonaro.

Ventura, già condannato per omicidio, mal tollerava che si parlasse sul web di lui, dei suoi familiari e dei suoi affiliati.

Sgarbo ancor più insopportabile, se a farlo era Borrometi, il quale, per aver raccontato degli affari delle cosche nel Ragusano, è stato costretto ad allontanarsi dalla Sicilia e a vivere sotto scorta.

Sulle minacce via social-network, finché il commissariato di Vittoria e la Polizia postale hanno deciso di vederci chiaro.

Appurato che l’autore delle minacce online era stato proprio Ventura, la Direzione distrettuale antimafia di Catania ha emesso un mandato di cattura nei suoi confronti con l’accusa di minacce aggravate dal metodo mafioso.

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