Sicilia, il monopolio dei mari targato Sns nell’interrogazione parlamentare di Davide Mattiello

In una interrogazione al ministro dei Trasporti e a quello dell’Economia – inviata per conoscenza anche alla presidente della Commissione antimafia – si documenta come il gruppo Franza-Morace copre in Sicilia ormai quasi il 100 per cento delle corse. Pagate dallo Stato.

MESSINA. “Il trasporto marittimo veloce in Sicilia nelle mani di un solo gruppo imprenditoriale”.

E’ la denuncia oggetto di una interrogazione presentata alla Camera, ai ministri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, dal deputato Davide Mattiello del Pd che è stata inviata per conoscenza anche alla presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi.

Il parlamentare nel lungo documento rileva come la Sns, società di navigazione siciliana che è partecipata in maniera paritetica al 50% da Caronte & Tourist del gruppo Franza di Messina e da Ustica Lines della famiglia Morace di Trapani, ha acquisito i contratti di servizio pubblico assegnati alla ex Siremar che svolgono un servizio pubblico.

Contributi e sgravi

Mattiello, nel ricordare che anche l’altra compagnia impegnata nei trasporti per le isole minori della Sicilia, la Ngi, Navigazione generale italiana, fa capo alla famiglia Franza di Messina, fa i conti in tasca alla Sns, «vedrà entrare nelle proprie casse in 9 anni circa 560 milioni di contributi, 50 milioni di sgravi fiscali, 300 milioni di incassi da vendite dirette».

Mattiello chiede ancora di sapere “quali siano le motivazioni per le quali non si è atteso il parere della Corte dei conti, e perché, «alla luce della macroscopica posizione di dominanza (circa il 100%) non ci si sia rivolti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, consegnando con i fondi pubblici tutto il trasporto siciliano ad un solo soggetto economico».

Mattiello ha perciò evidenziato come «sarebbe stato quanto meno prudente verificare meglio la posizione dei soci e delle società».

I riferimenti sono anche all’ex parlamentare del Pd, Francantonio Genovese, socio rilevante di Caronte & Tourist, che di recente è passato a Forza Italia.

La Compagnia delle Isole, presieduta dall’armatore partenopeo Salvatore Lauro, è stata costretta a cedere la Siremar dopo un ricorso al Tar che configurava nelle procedure acquisto l’aiuto di Stato per l’utlizzo di una fidejussione bancaria di Unicredit, della quale all’epoca era socia la Regione siciliana che attraverso “Mediterranea holding” rappresentava il capitale di maggioranza della società che partecipava all’asta pubblica.

Ordinanze

Il Tar del Lazio ordinò al Ministero dello Sviluppo Economico di riavviare la procedura dismissiva del ramo entro 120 giorni.

Ma alla scadenza del giugno 2015 tutto è rimasto come prima: solo dopo 350 giorni dal pronunciamento del Consiglio di Stato, si è arrivati alla cessione a favore della Sns per l’importo di 55 milioni di euro, la stessa cifra proposta in sede di offerta.

Nel frattempo la Compagnia delle Isole, che con gli ex aliscafi Siremar ha garantito i collegamenti, è stata sanzionata dal ministero delle Infrastrutture per 6 milioni di euro: all’istruttoria ha partecipato la regione Sicilia, socia di Compagnia delle isole.

Mattiello rileva così che: «si è determinata nella società una difficoltà finanziaria tale da costringere Compagnia delle Isole ad accettare di fatto le condizioni della transazione, per realizzare “a tutti i costi” la procedura di aggiudicazione, pur essendo abbondantemente scaduti i termini di ottemperanza del giudicato, sono state sanate le citate sanzioni in capo alla gestione Compagnia delle Isole di Siremar accordando di fatto uno sconto di circa il 10 per cento alla Società di Navigazione Siciliana, evenienza questa che configurerebbe un danno erariale».

Il danno per la Sicilia è ancora maggiore: «aggravato dalla perdita di valore della quota detenuta in Compagnia delle Isole attraverso Mediterranea Holding, il valore nominale della quota regionale è passata da circa 4.2 milioni di euro a circa 1.5».

Mattiello chiude la sua interrogazione ponendo un ulteriore problema: “il passaggio della Siremar dalla Compagnia delle Isole alla Sns è stato segnato da due decreti emessi dal Governo regionale siciliano nell’arco di 12 ore: «l’assessorato regionale Infrastrutture, ha emanato due decreti, uno per condizionare la propria rinuncia alle sanzioni solo dopo la valutazione della Corte dei conti ed un altro per abrogare il primo, ambedue provvedimenti adottati nella stessa data».

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