Tutti pazzi per i comics: a Messina la mostra alla Biblioteca regionale

Alla Biblioteca regionale la mostra comics curata da Patrizia Maiorana e Giovanni Allio. Da Yellow Kid al romanzo grafico, la storia della “nona arte” nata come espediente per incrementare le vendite dei romanzi d’appendice. Il boom a partire dal ‘900 grazie alle riviste pulp.

ìMESSINA. Salta subito all’occhio, passeggiando tra i pannelli espositivi della bella mostra: “Invito al fumetto: storia dei comics da Yellow Kid al romanzo grafico”- ideata dal dirigente responsabile Teresa Rodriguez e curata da Patrizia Maiorana e Giovanni Allio con ricerche e bibliografia di Cettina Marino e allestita nei locali della Biblioteca Regionale “Giacomo Longo” di Messina dal 6 al 30 aprile scorsi – la rutilante fantasia cromatica dei reperti.

Teoremi e tavole

Nato come espediente per incrementare le vendite del romanzo d’appendice all’inizio del 1800, il fumetto, inteso quale mezzo di comunicazione di una cultura di massa – il che, tuttavia, non è necessariamente sinonimo di sotto-cultura – dilaga negli anni a seguire fino a diventare, com’è nel nostro irrequieto postmodernismo, la cosiddetta “nona arte”.

Non sono estranei al consolidamento di questa definizione, quanto meno in casa nostra, i teoremi di Umberto Eco espressi nel saggio “Apocalittici e Integrati” (prima edizione 1965), come pure le tavole di Dino Buzzati di un poco conosciuto romanzo a fumetti pubblicato negli ultimi anni della sua vita.

Ma è negli Stati Uniti, a partire dai primi decenni del 1900, che il fumetto diviene letteratura popolare grazie alle riviste “pulp”, così dette per la loro carta scadente ottenuta dalla polpa dell’albero dai contenuti spesso violenti e con copertine dai colori sgargianti.

Spunti al cartoon

Gli spunti per la successiva trasformazione in “cartoons” ci sono tutti, ed è infatti il 1928 l’anno di nascita di Mickey Mouse, più comunemente noto come Topolino, disegnato da un ancora sconosciuto Walt Disney.

Solo qualche anno più tardi, nel 1947, Frederick Coulton Waugh pubblica “The Comics”, primo studio organico sul fumetto che definisce il genere, a somiglianza del jazz, un’arte autoctona americana nata con il personaggio di Yellow Kid.

Nel 1949, da parte sua, Joseph Pulitzer affermava testualmente: “Senza i comics l’America non sarebbe l’America”.

Il vero e proprio romanzo grafico – la “graphic novel” anglosassone – era intanto nato nel 1940 con “The Spirit” di Will Eisner, cui farà poi seguito, nel 1957, “L’Eternauta” dell’argentino Hector German Oesterheid.

Letteratura popolare

Collocato al crocevia tra comunicazione, design, internet, arte e narrazione, il fumetto abita da oltre due secoli l’immaginario popolare fornendo suggestive chiavi d’interpretazione della realtà, spesso rielaborata attraverso l’espressione di sentimenti forti, non edulcorati, dall’immediato impatto percettivo.

Connotazione, quest’ultima, che si è ulteriormente accentuata nell’epoca che viviamo, fornendo materia per la realizzazione di prodotti cinematografici dove i personaggi dei fumetti divengono eroi – o meglio supereroi – che vivono e agiscono in un contesto metareale.

Sensazionalità, sfoggio di forza e ostentazione di poteri straordinari si dispiegano sullo sfondo dell’eterno conflitto tra bene e male, paradigma per eccellenza dell’animo umano.

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