Massoneria, sul tavolo della Prefettura il dossier del procuratore Viola. Con interessanti scoperte

Trent’anni fa la scoperta a Trapani, da parte del capo della squadra mobile Saverio Montalbano, di sette logge dietro l’insegna di un’associazione culturale, il circolo Scontrino. Oggi il dossier sulla massoneria consegnato alla Prefettura dal procuratore Marcello Viola: in città e in provincia operano 19 logge che contano ben 460 affiliati.

C’è anche il nome di Emanuele Asta tra quelli dei 460 affiliati alle logge massoniche del trapanese: il braccio destro dell’ex vicesindaco di Alcamo, Giuseppe Perricone, dirigeva il Centro per l’impiego e organizzava corsi di formazione professionale per mezzo dei quali incassare lauti contributi e consolidare una rete di clientes che, al momento giusto, sarebbero stati utili.

Perricone ed Asta sono stati arrestati qualche giorno fa e il primo – secondo le accuse – sarebbe stato a capo di tutti gli affari che contassero qualcosa ad Alcamo, con la benedizione della famiglia (mafiosa) Melodia.

Vecchia tradizione quella massonica, a Trapani e in provincia. Proprio trent’anni fa un solerte capo della squadra mobile, Saverio Montalbano, scoprì, dietro l’insegna di una prestigiosa associazione culturale, il circolo Scontrino, l’esistenza di sette logge delle quali una, la Iside 2, del tutto segreta.

E se ad una delle sei non coperte risultava iscritto Calogero Mannino, cinque volte ministro per la Democrazia Cristiana tra il 1981 e il 1992, alla Iside 2, accanto a rispettabilissimi esponenti della politica, delle Forze dell’ordine e persino del clero, siedevano Mariano Agate, Natale L’Ala, Natale Rimi, Mariano Asaro, Gioacchino Calabro, Pino Mandalari.

Come a dire, una parte non insignificante del Gotha di Cosa Nostra dell’epoca.

E oggi? Nel dossier consegnato dal procuratore Marcello Viola alla Prefettura di Trapani gli affiliati alle 19 logge sono appunto 460 e c’è da presumer che il nome di Asta non sia quello più importante fra tutti. Anche se poi ad Alcamo la massoneria conta ed eccome, negli affari e nella politica.

Basti pensare che il sindaco Sebastiano Bonventre (Pd) – del quale per tre mesi fu vice proprio Giuseppe Perricone – si dimette nel giugno del 2015 dopo che la sua appartenza alla loggia massonica “Myrhiam 225″, iscritta all’ordine della Gran Loggia Regolare d’Italia, viene resa di dominio pubblico.

Per la cronaca Bonventre sarebbe stato il Gran Maestro Venerabile di questa loggia nella quale si professano teorie piuttosto eterodosse: Dio sarebbe stato una donna e Gesù Cristo sarebbe stato sposato con Maria Maddalena ed avrebbe avuto alcuni figli. Di conseguenza oggi esisterebbero i suoi eredi.

Trent’anni dopo il circolo Scontrino si legge nel dossier di Viola: «Appare lecito chiedersi fino a che punto la quotidiana e multiforme attività di enti pubblici non sia subdolamente pilotata dall’influenza di poteri occulti assai più penetranti della purtroppo diffusa logica clientelare, della dilagante corruzione o ancora delle ben note pressioni intimidatorie di chiara matrice mafiosa».

Non si fa il nome di Matteo Messina Denaro ma il senso è quello: tutte queste logge a qualcosa (e a qualcuno) serviranno o no?

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