Vittoria, la campagna elettorale l’hanno chiusa gli agenti della Guardia di Finanza

«A Vittoria, nel Ragusano, la campagna elettorale per il ballottaggio di domenica l’hanno chiusa ieri gli agenti della Guardia di Finanza»: è l’incipit dell’articolo di un quotidiano nazionale dedicato ai fatti accaduti nel comune ibleo. M5S chiede il ritiro dei candidati, il governatore Crocetta dice che non spetta a lui sospendere le elezioni, il prefetto non si è ancora pronunciato

Nove avvisi di garanzia che, in un comune come Vittoria e a soli quattro giorni dal voto, sono equivalsi a un terremoto: i principali indagati sono Francesco Aiello e Giovanni Moscato, i quali – a meno di ulteriori colpi di scena – si contenderanno domenica la poltrona di sindaco di Vittoria, il principale centro interessato dai ballottaggi in Sicilia.

Come è ovvio, non sarà una tornata elettorale come le altre perché, chiuse le urne e attribuita la vittoria, ai due contendenti rimarrà una grana giudiziaria di non poco conto da risolvere: l’indagine della Procura di Catania, condotta dall’aggiunto Amedeo Bertone e dal sostituto Valentina Sincero, è relativa alla competizione elettorale in corso e alle precedenti amministrative del 2011.

Cinquanta gli agenti della Guardia di Finanza impegnati nelle perquisizioni dei comitati elettorali, degli uffici del Comune e del grande Mercato ortofrutticolo.

A chiamare in causa Aiello e Moscato (e persino Lisa Pisani, esponente del Pd e candidata rimasta fuori dal ballottaggio) le rivelazioni di due collaboratori di giustizia, Biagio Gravina e Rosario Avila.

Altri indagati sono Cesare Campailla, Raffaele Giunta (entrambi candidati al consiglio comunale), Maurizio Distefano, Raffaele Di Pietro. Sarebbe stato proprio Cesare Campailla (di professione panettiere) a fare da trait d’union tra i due candidati al ballottaggio e il clan dei Dominante-Carbonaro: Moscato e Aiello avrebbero «accettato dal clan Dominante-Carbonaro, tramite Campailla, l’assicurazione di procurare voti in cambio della erogazione o della promessa di erogazione di danaro e di altre utilità quali posti di lavoro».

Non solo: Avila ha anche evidenziato in una sua dichiarazione che «Aiello è già diventato sindaco in passato con i voti del clan Russo di Niscemi», mentre Gravina ha affermato che il sindaco uscente Giuseppe Nicosia sarebbe stato sostenuto dalla Stidda nelle elezioni del 2006 e del 2011: lo stesso collaboratore di giustizia ha ammesso di essere stato assunto da Nicosia nella società di raccolta rifiuti in cambio dei voti procurati grazie all’appartenenza al clan Dominante.

Persino la Pisani, sponsorizzata dai Nicosia, si sarebbe avvalsa dell’appoggio del clan. M5S chiede il ritiro dei candidati, il governatore Crocetta dice che non spetta a lui sospendere le elezioni a Vittoria. Aiello parla di «strana tempistica dell’ indagine». E il prefetto, per ora, non si pronuncia.

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