Accorinti chiama i sindaci d’Italia alla mobilitazione: «La salvezza delle città è la salvezza dello Stato»

Prova a giocare la carta della mobilitazione nazionale il sindaco Renato Accorinti: «La salvezza delle città è la salvezza dello Stato». Estendere da 10 a 30 anni il periodo massimo previsto per i Piani di riequilibrio ed eliminare il contributo straordinario a favore dell’Erario da parte delle città Metropolitane gli obiettivi del primo cittadino di Messina

Due lettere inviate ai sindaci, all’Associazione nazionale dei Comuni, all’Anci Sicilia e al Governo, nelle quali sono contenuti due interventi “di correzione” da mettere in atto nei sessanta giorni di tempo necessari per la conversione in legge del decreto legislativo sugli Enti locali, approvato dall’esecutivo nazionale nella scorsa settimana.

A nome di tutti, Renato Accorinti prova a giocarsi il tutto per tutto: «La salvezza delle città è la salvezza dello Stato». I correttivi proposti dal sindaco di Messina sono l’estensione da 10 a 30 anni del periodo massimo previsto per i Piani di riequilibrio ed eliminare il contributo straordinario a favore dell’Erario da parte delle città Metropolitane gli obiettivi del primo cittadino di Messina.

Con l’applicazione di queste misure, Messina non solo eviterebbe il default ma riuscirebbe ad avviare una programmazione seria sulla gestione della città. Tra l’altro Accorinti rileva che «se lo Stato non consente alle amministrazioni locali di offrire ai cittadini servizi essenziali e primari, viene meno la stessa ragion d’ essere delle politica: occuparsi del bene comune a partire dagli ultimi e dei meno fortunati. Senza un intervento attento e incisivo i Comuni saranno condannati a ridurre o interrompere i servizi di civiltà che hanno faticosamente costruito per i cittadini. E a pagare saranno i più deboli. E noi non ci stiamo».

Questa è la linea sostenuta dall’assessore all’Economia Eller Vainicher il quale, appena ricevuta la delega dal sindaco, ha cercato di convincere tutti sulla necessità di ampliare l’orizzonte temporale del Piano di riequilibrio, mentre sull’altro fronte – quello relativo all’eliminazione del “balzello” previsto per le Città metropolitane a favore dello Stato – si è battuto negli ultimi mesi il commissario straordinario Filippo Romano, il quale ha a più riprese sottolineato che il bilancio di Palazzo dei leoni sarebbe destinato a chiudere in attivo, se il contributo straordinario fosse eliminato.

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