Operazione Totem, parla Anzalone: «Con Tibia il clan di Giostra ha compiuto un salto di qualità»

Con l’Operazione Totem la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha assestato un duro colpo al clan di Giostra. Non sono stati solo i videopoker, le scommesse illegali e le corse clandestine a destare l’interesse degli investigatori: inquietanti le complicità di amministratori giudiziari e professionisti “amici” nella gestione dei beni sottoposti a sequestro e confisca

Con l’Operazione Totem la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha assestato un duro colpo al clan di Giostra.

Non sono stati solo i videopoker, le scommesse illegali e le corse clandestine a destare l’interesse degli investigatori: inquietanti le complicità di amministratori giudiziari e professionisti “amici” nella gestione dei beni sottoposti a sequestro e confisca.

Dalle indagini è infatti emerso che il clan poteva contare sulla collaborazione dell’avvocato Giovanni Bonanno per continuare a gestire il lido “Al Pilone” e la società di distribuzione di apparecchi per il videopoker e la raccolta dei proventi del gioco denominata “Eurogiochi”: entrambe le attività erano già state confiscate nel 2012.

Dello stabilimento balneare di Torre Faro e della discoteca “Il Glam” si sarebbe occupato Antonio D’Arrigo (presidente del Camaro Calcio), mentre al “ramo d’azienda” dei centri scommesse si sarebbe occupata il gruppo composto da Francesco Forestiere, Carmelo Salvo, Francesco Gigliarino, Agatino Epaminonda, Carmelo Raspante e Santi De Leo: con gli introiti sarebbero stati acquistati altri apparecchi per il videopoker, altre slot machine, tutti manomessi con software illegale.

Tra le carte delle indagini la figura del leader del clan, Luigi Tibia, compare in relazione all’affaire “Giardino delle Palme” di Mortelle: grazie alla collaborazione un commissario liquidatore “amico”, Pietro Gugliotta, commissario liquidatore della società cooperativa di navigazione “Garibaldi” e vicepresidente dell’Acr Messina, Tibia otteneva la concessione della struttura per l’estate 2014. Con buona pace di chi avesse partecipato alla gara di per l’affidamento credendola “regolare”.

Gli interrogatori di garanzia si terranno tra oggi e il 1° luglio, davanti al giudice delle indagini preliminari Monica Marino, che ha firmato i provvedimenti restrittivi. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Salvatore Silvestro, Antonello Scordo, Pietro Luccisano, Francesco Traclò, Giuseppe Donato, Alessandro Billè, Rosy Spitale, Daniela Agnello, Nunzio Rosso e Nino Cacia.

Ha commentato il capo della Squadra Mobile di Messina Giuseppe Anzalone «con Tibia il clan di Giostra ha compiuto un salto di qualità rispetto al passato. Con la complicità di soggetti incensurati si è gettato a capofitto negli affari legati ai giochi, alle scommesse e al tempo libero. Un settore lucroso e dai costi di gestione relativamente bassi».

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