Ospedali Riuniti, per Barcellona niente polo medico completo. Materia: «Sconcertanti logiche di partito»

Se lo era immaginato con un altro finale il film, Roberto Materia: gli Ospedali Riunti di Barcellona-Milazzo-Lipari sono ormai realtà – nei giorni scorsi è stato pubblicato il decreto regionale n. 1188 – e a Barcellona il polo medico non sarà “completo”: il reparto di Pneumologia rimane a Milazzo. E il sindaco di Barcellona parla di «sconcertanti logiche di partito e di bandiere»

È durata quasi un anno la querelle sugli Ospedali Riuniti: dichiarazioni, annunci, polemiche, programmi sui quali cala il sipario in virtù di un decreto regionale (n. 1188 del 29 giugno) che “organizza” la struttura con la quale il “Cutroni-Zodda” viene accorpato al “Fogliani”.

Non c’è e non ci sarà la bipartizione tra polo medico (a Barcellona) e polo chirurgico (a Milazzo) così come la intendeva il sindaco Roberto Materia, il quale per circa un anno ha portato avanti una battaglia tesa innanzitutto ad evitare la chiusura del nosocomio cittadino. E in questo senso un risultato positivo è stato ottenuto.

Di sicuro, da parte milazzese, si è voluto tenere il punto e il sindaco Giovanni Formica, esponente del Partito Democratico, ha sostenuto fino in fondo l’esigenza di non cedere i reparti del “Fogliani”. Così è stato: l’ospedale di Barcellona avrà Medicina e Psichiatria e – soprattutto – meno posti letto rispetto al suo “gemello” di Milazzo. Quindi la “riunione” è avvenuta ma i due nosocomi non possono essere considerati dello stesso livello.

Di fronte a tutto questo, Roberto Materia ha perso il suo consueto aplomb: «È sconcertante assistere a logiche di partito e di bandiere che al fine di tacitare sindaci di fede Pd, come il collega di Milazzo, si attivino procedure amministrative a discapito della salute pubblica dei cittadini. Questa Amministrazione Comunale – ha annunciato il primo cittadino di Barcellona – cercherà con ogni mezzo legale di opporsi non solo ad un progetto monco, ma soprattutto a garantire il rispetto delle regole e il bisogno di salute pubblica della propria comunità».

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