Misterbianco, «Ho ucciso la mamma della mia ex»: così Siciliano ha “firmato” il delitto

Sono emersi particolari agghiaccianti dalla ricostruzione dell’uccisione di Marina Zuccarello, 55 anni, avvenuta ieri a Misterbianco ad opera dell’ex fidanzato della figlia, il Agostino Siciliano, il quale – dopo aver assassinato la donna – è riuscito a raggiungere Torano Castello, una località del cosentino, prima di costituirsi ai Carabinieri e confessare il delitto

Particolari agghiaccianti sono emersi dalla ricostruzione dell’uccisione di Marina Zuccarello, la donna di 55 anni asssassinata in casa a Misterbianco ieri mattina dall’ex fidanzato della figlia.

Erano le 7.20 circa di sabato quando Agostino Siciliano, ingegnere originario di Taranto, ha suonato il campanello di casa Palazzuolo a Madonna degli Ammalati, una frazione della città alle porte di Catania: la Zuccarello ha fatto entrare l’uomo senza timore, era peraltro “di casa” fino a qualche mese fa, ovvero quando la figlia ha deciso di troncare la relazione.

Una visita con uno scopo ben preciso, quella del Siciliano, il quale voleva a tutti i costi riconquistare la sua ex-ragazza e per farlo confidava nell’aiuto dei genitori di lei: proposito espresso anche con insistenti telefonate e numerosi sms (anche 30 in un giorno, come è stato appurato) inviati ai Palazzuolo, senza peraltro ottenere alcunché.

Padre e madre della sua ex erano infatti a conoscenza di alcuni comportamenti violenti manifestati nei tre anni durante i quali era stato fidanzato con la loro figlia.

Ieri mattina, davanti a un caffé preparato dalla Zuccarello, Siciliano ha provato ancora a convincere la donna a dargli una mano, ottenendo l’ennesimo rifiuto: a quel punto – secondo le ricostruzioni operate dai Carabinieri e dal medico legale – l’ingegnere ha afferrato una brocca d’acqua rompendola in testa alla malcapitata e, dopo averla colpita al volto, ha impugnato un affilato coltello da cucina, l’ha accoltellata alla gola con inaudita violenza, arrivando a ledere la colonna vertebrale.

Dopo aver commesso il delitto, Siciliano ha potuto lasciare indisturbato l’abitazione dei Palazzuolo – il marito della donna assassinata era uscito di casa poco prima che l’ex fidanzato della figlia arrivasse e ha dato l’allarme solo quando è rientrato – e dirigersi in auto verso Messina, da dove si è imbarcato per Villa San Giovanni e ha poi proseguito la fuga verso la Puglia.

Nel corso del viaggio ha chiamato un amico dicendo «Ho fatto una c…, ho ucciso la mamma della mia ex»: l’interlocutore lo ha esortato a fermarsi e a costituirsi, ma il Siciliano si è fermato solo più tardi, a Torano Castello, nel Cosentino. È stato trovato dai caranineri dentro la sua auto, con i vestiti ancora sporchi di sangue. E ha subito confessato il delitto.

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