Mafia, Raffaele Cantone in un’intervista a LaC: «I boss spesso si travestono da donna»

Latitanti imprendibili che si travestono da donna: potrebbe sembrare una battuta, ma non lo è. Come ha spiegato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione durante un’intervista tv rilasciata a Klaus Davi, il ricorso a tale strategemma è frequente. E in molti casi funziona.

Latitanti imprendibili che si travestono da donna: potrebbe sembrare una battuta, ma non lo è. Come ha spiegato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione durante un’intervista tv rilasciata a Klaus Davi – in onda domani alle 21 su LaC sul digitale terrestre e in streaming – il ricorso a tale strategemma è frequente. E in molti casi funziona.

In fondo, come ha notato il presidente dell’Anac, «c’è solo la necessità di non farsi riconoscere». E ha spiegato, a mo’ di esempio: «Se si nota un’autovettura con a bordo un maschio e una femmina, c’è meno attenzione da parte delle forze dell’ordine».

Tra coloro i quali avrebbero utilizato questo sistema per eludere i controlli di polizia potrebbero esserci i componenti del Gotha della criminalità organizzata italiana: primo fra tutti Matteo Messina Denaro (irreperibile dal 1993), ritenuto capo assoluto di Cosa Nostra; Nicola Assisi, broker internazionale della droga appartenente alla cosca di ‘ndrangheta dei Marando di Platì; Rocco Morabito, 50 anni, di Africo, figlio del più noto Giuseppe, alias “u tiradrittu” (per molti anni al vertice delle ‘ndrine calabresi), ricercato dal 1994: deve scontare una condanna a 30 anni di carcere.

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