Si finse pornodivo per chattare con Justine Mattera: chiesto un anno di carcere per un giovane di Messina

Un anno di carcere. È la condanna proposta oggi al Tribunale di Milano per un giovane di Messina che avrebbe creato falsi profili Facebook e Twitter spacciandosi in un caso per il pornostar Franco Trentalance – per riuscire a chattare con la showgirl Justine Mattera – in un altro caso per il ciclista veneto Filippo Pozzato.

Fonte web

Un anno di carcere. È la condanna proposta oggi al Tribunale di Milano per un giovane di Messina che avrebbe creato falsi profili Facebook e Twitter spacciandosi in un caso per il pornostar Franco Trentalance – per riuscire a chattare con la showgirl Justine Mattera – in un altro caso per il ciclista veneto Filippo Pozzato e ingannando la scrittrice di romanzi erotici Irene Cao.

La richiesta di pena è stata avanzata dal pubblico ministero nel processo con rito abbreviato che si sta celebrando davanti al giudice monocratico dell’ottava sezione penale Luisa Balzarotti e nel quale Antony Repici, 27 anni, è imputato per sostituzione di persona e violenza privata.

La sentenza è attesa per il prossimo 11 settembre. Secondo il capo di imputazione il giovane, difeso dall’avvocato Giuseppe Artino Innaria, attraverso i due falsi profili si sarebbe sostituito, tra il luglio e il novembre del 2012, «illegittimamente alla persona di Trentalance (…) e così induceva in errore Mattera Justine», ex moglie del conduttore Paolo Limiti, «con la quale intratteneva delle conversazioni telematiche attribuendosi l’identità» del noto pornodivo.

Repici, «minacciando di rendere pubblici i contenuti delle conversazioni» con la showgirl «ritenute compromettenti», avrebbe compiuto «atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la predetta a proseguire le comunicazioni on line».

Tuttavia non sarebbe riuscito «nell’intento in quanto la stessa, una volta resa edotta della sostituzione di persona, interrompeva i rapporti e si rivolgeva alle forze di polizia denunciando i fatti».

Repici, nel dicembre del 2011, avrebbe usato lo stesso stratagemma con Irene Cao: avrebbe creato falsi profili Facebook e Twitter «a nome di Pozzato Filippo» oltre che un «falso account e-mail» per sostituirsi «illegittimamente» al ciclista e per parlare via chat con l’ autrice della trilogia erotica Io ti guardo, Io ti sento, Io ti voglio.

Anche in questo caso è poi scattata la denuncia. La conduttrice televisiva, la scrittrice, il pornodivo e il ciclista sono parti civili al processo.

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