Il contributo dei Siciliani alla Liberazione: la vita di Pompeo Colajanni diventa un film

Su iniziativa dell’ANPI di Palermo è stata avviata la raccolta fondi a sostegno della realizzazione di un film documentario dedicato al comandante “Barbato”.

L’operazione rientra nel più ampio Progetto di ricerca dell’ANPI Nazionale: “Il contributo del Mezzogiorno alla Liberazione italiana (1943-1945)”, al fine di immettere nel circuito scientifico e presso l’opinione pubblica l’idea di una ricomposizione della storia nazionale, di una sintesi comune che non solo superi il dualismo Nord-Sud, nell’approccio alla storia italiana, ma adoperi anche una serie di strumenti utili a riconnettere il ‘prima’ al ‘durante’ e al ‘dopo’.

Con le somme raccolte, oltre a realizzare il Film, si provvederà ad arricchire di documenti il Fondo Pompeo Colajanni custodito dall’Istituto Gramsci Siciliano e a procedere con la digitalizzazione dell’archivio, con ogni risorsa residua, al fine di facilitarne la consultazione e lo studio.

Partigiano siciliano, comunista, Pompeo Colajanni fu tra gli organizzatori della cospirazione antifascista negli anni 30 in Sicilia. Comandante della Brigata Garibaldi della Valle Po, con il nome di battaglia di “Nicola Barbato”(in onore del medico socialista Nicola Barbato, protagonista dell’esperienza dei Fasci siciliani), si distinse per capacità e combattività durante tutto il corso della Guerra partigiana. Il 27aprile 1945, dopo venti mesi di guerra, libera la città di Torino.

La memoria di Pompeo Colajanni viene celebrata ogni anno in occasione del 25 aprile in diverse città siciliane.

Il film documentario “Con gli occhi di Pompeo” – scrivono gli ideatori – sarà costituito da immagini di repertorio essenzialmente di due tipi: da una parte quelle che restituiscono gli eventi storici che segnano il novecento e contestualizzano l’ambiente socio culturale in cui si muove il nostro protagonista, dall’altra le sequenze audio video di interviste e dichiarazioni di Colajanni. La regia sarà di Enzo Rizzo.

Sono 2600 i partigiani siciliani riconosciuti dall´Istoreto, (Istituto di Storia della Resistenza di Torino). Di questi, 211 sono caduti in battaglia, (la lista è pubblicata sul sito Ismli, rete di Istituti di Storia del Movimento di Liberazione in Italia “Ferruccio Parri”).

Un prezzo carissimo fu pagato anche dal popolo siciliano civile ed inerme. Soprattutto gli abitanti del territorio della Sicilia orientale, basta citare l’eccidio di Castiglione di Sicilia con i suoi 16 morti innocenti. Un sacrificio di sangue rimasto per molto tempo all’ombra, forse perché, per citare Sciascia “anche per questo caso è valsa l’inveterata regola che quel che accade in Sicilia è d’altro pianeta”.

Share:

Rispondi

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial