Luci e ombre del turismo crocieristico in Sicilia

PALERMO. Milazzo esce dalla black list, Palermo fa cifre record e Messina è l’unica realtà che si prevede in crescita. Stiamo parlando del turismo croceristico in Sicilia. Primo banco di prova lo scorso aprile con i primi ponti di primavera. Una vera e propria rinascita turistica grazie ai numerosi approdi. A certificare il boom di presenze nella settimana di Pasqua è stato il portale Edreams nel suo consueto report che analizza il flusso di visitatori tra prenotazioni in hotel, e accessi in aeroporto e porto. Ma anche il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha certificato il trend parlando di «boom del turismo internazionale in Italia in queste vacanze Pasquali, ma soprattutto nei luoghi minori, nelle città d’arte e nel Mezzogiorno, ad iniziare da Napoli e Palermo».
Il capoluogo siciliano ha fatto registrare un boom di turisti nei primi quattro mesi del 2017. Ottomila crocieristi hanno invaso Palermo per il weekend di Pasqua. Un trend decisamente positivo che si conferma da anni ed è destinato a crescere ulteriormente in vista del 2018 con le iniziative legate a Capitale della Cultura e a Manifesta, la più importante biennale di arte contemporanea in Europa. “Come alcuni studi hanno dimostrato – ha affermato il presidente dell’autorità portuale Vincenzo Cannatella -, Palermo è una meta che piace sicuramente per la sua localizzazione geografica, punto d’accesso strategico per numerose destinazioni come Cefalù, il Trapanese e la Valle dei Templi. Ma è soprattutto la città ad attrarre i crocieristi che sbarcano direttamente nel suo centro storico e possono usufruire dell’offerta di numerosi e differenziati itinerari artistici e culturali“.
Dopo essere state tre anni fa nella black list, al porto di Milazzo sono tornane le grandi navi da crociera con la “Neoriviera” di Costa Crociere. Una splendida accoglienza tramite navette ha permesso ai turisti di poter visitare i luoghi più suggestivi del territorio. Grande l’impegno profuso dall’assessorato al turismo guidato da Pier Trimboli, in grado di coinvolgere volontari scuole e guide turistiche per far dimenticare alla compagnia di navigazione gli inconvenienti di tre anni fa, con le multe alla società di navigazione ed il rogo della raffineria che impedì ai crocieristi di fare scalo dato i cattivi odori.  Anche al personale di bordo della Costa è stata data la possibilità di visitare la Città, effettuando riprese per eventuali spot per organizzare nuovi sbarchi.
STIME IN CALO. Tuttavia, secondo le previsioni di Risposte Turismo il traffico crocieristico registrerà quest’anno in Italia un drastico calo scendendo da 11,1 a 10,3 milioni di passeggeri movimentati. Una tendenza alla quale, soprattutto a causa delle cancellazioni per i mesi di novembre e dicembre decise da Costa Crociere, non si sottrarranno i porti siciliani. Palermo, in particolare, dai 510mila passeggeri dell’anno scorso potrebbe scendere attorno ai 450mila. Una quota che la colloca all’ottavo posto della classifica dei porti croceristici italiani, dietro La Spezia e davanti a Cagliari. A precedere il primo degli scali siciliani sono i colossi quali Civitavecchia, Venezia, Napoli, Genova, ma anche Savona e Livorno. Catania, al quindicisimo posto, dai 99mila passeggeri scenderebbe agli 85mila, precedendo si una sola piazza Trapani che registrerebbe un forte calo passando da 81mila a 55mila passeggeri. Conquista la posizione numero 24 lo scalo di Giardini Naxos nel quale lo scorso anno sono approdati 44mila passeggero e con una previsione per l’anno in corso di 33mila. In controtendenza, tra tutti, sorride solo Messina che, a ridosso della top ten, occupa l’undicesima posizione e vedrebbe salire i suoi passeggeri da 367mila a 382mila per un 4% in più di movimenti totali.
Undici milioni di passeggeri era il numero attorno al quale oscillava il traffico crocieristico in Italia, a volte superando tale soglia, a volte scendendo al di sotto di essa – spiega Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo -. Dopo due anni di crescita e stabilità però il 2017 farà registrare un numero ampiamente inferiore alla citata soglia, risultato da leggere senza dubbio in chiave critica ma ancor più quale monito per il futuro. Più di metà dei primi dieci scali nazionali registrerà una contrazione – continua di Cesare – in qualche caso significativa, come Venezia che dopo aver perso la terza posizione nella top ten del Mediterraneo (segue Barcellona, Civitavecchia e Palma de Mallorca) potrebbe perdere anche la quarta e scendere al quinto posto; gli imbarchi/sbarchi, ancor più dei transiti, sono infatti in progressiva contrazione, e la domanda di italiani che vanno in crociera non sembra poter tornare ai numeri che si registravano qualche anno addietro“. “C’è bisogno di attenzione, di investimenti e di coordinamento per assicurarsi che la crocieristica per l’Italia continui a rappresentare un settore foriero di grandi risultati” conclude di Cesare.
SCENARIO MONDIALE. Secondo le elaborazioni di Risposte Turismo, nel 2017 il Mediterraneo potrebbe registrare la quota percentuale sul totale mondiale più bassa degli ultimi 10 anni, pari al 15,5%, rispetto al 18,3% del 2016 e al 16,4% del 2007. Le previsioni per l’anno in corso, vedono, al primo posto i Caraibi (35,6%), seguiti dal Mediterraneo (15,5%) e dall’Europa extra Mediterraneo (11,5%). Tra le aree mondiali spicca la quota dell’Asia (10,9%) sempre più vicina al podio nonostante 10 anni fa fosse all’1,5%, a dimostrazione della crescita del mercato crocieristico in quell’area geografica.

Antonio Domenico Bonaccorso

Giornalista pubblicista. Mi occupo di Rassegne Stampa, Monitoraggio Video&New Media, scrivo per 100Nove. Esperto in Comunicazione Pubblica. Ho troppe passioni, dalla Musica (bassista) al Teatro

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