“La discarica di Mazzarrà è una bomba ecologica”. Il caso approda al ministero degli Interni

MESSINA. Il caso della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea è una vera e propria emergenza ambientale. La questione è stata affrontata ieri a Palermo, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il vicepresidente vicario dell’Ars, Antonio Venturino, il senatore Francesco Campanella e il sindaco di Furnari, Mario Foti, il primo a denunciare, circa un mese fa, gli sversamenti di percolato dall’impianto gestito da Tirrenoambiente.

La discarica di Mazzarrà Sant’ Andrea, in provincia di Messina, è una bomba ecologica. La situazione, ormai da tempo, è degenerata, diventando pericolosa per l’ igiene e la salute pubblica e per l’ ambiente“. Le parole di Venturino non lasciano spazio ad interpretazioni. Per fare chiarezza ed accertare le responsabilità, il vicepresidente ha richiesto un’audizione in Commissione Ambiente all’Ars, in cui saranno convocati ed ascoltati tutti coloro che hanno disatteso gli impegni presi.

Foti invece, ha posto l’accento sui rischi che la discarica comporta per l’ambiente ed i cittadini: “Riteniamo che con le piogge invernali siano state sversate quantità di percolato che i dati evidenziano in modo anomalo, mentre con l’ arrivo dell’ estate temiamo un’ esplosione dovuta ai gas che si condensano all’interno della discarica“. Il percolato, come è stato accertato dalle autorità competenti, ha raggiunto i corsi d’acqua vicini e le falde acquifere in prossimità dell’impianto.

Per far fronte all’emergenza e ad un potenziale disastro ambientale, la Regione ha messo a disposizione 300mila euro per lo svuotamento delle vasche di raccolta, ma secondo il sindaco si tratterebbe solo di una soluzione tampone. “Da tempo denunciamo questi fatti e nessuno è intervenuto. Con lo svuotamento del percolato dalle vasche, il problema è stato soltanto rinviato. Chi ha responsabilità, dai prefetti ai funzionari regionali fino ad arrivare all’Arpa, deve pagare. Con gli atti di Venturino e Campanella puntiamo ad avere certezze e risposte e di conseguenza interventi definitivi”.

L’immobilismo sul caso Mazzarrà è abbondantemente comprovato. Il rischio di sversamento di percolato e di crollo del corpo della discarica è stato valutato come possibile e reale già nel 2014, durante le conferenze dei servizi al Dipartimento Regionale dei Rifiuti di Palermo. I verbali sono stati inviati anche alla Prefettura di Messina.

La discarica, nonostante gli impegni presi dai progettisti e dai vertici della Tirrenoambiente, società mista (oggi in liquidazione) con socio di maggioranza il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, dal 2014 non ha subito alcun intervento di chiusura e messa in sicurezza. Due anni dopo la Regione, con nota inviata anche al prefetto di Messina, aveva diffidato la Tirrenoambiente e la commissione straordinaria di gestione del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea a svolgere i necessari accorgimenti per evitare l’ insorgere di pericoli per l’ ambiente. Ancora una volta nulla si è mosso.

Adesso Campanella, dopo aver presentato un’ interrogazione parlamentare, avrà un’interlocuzione diretta con i vertici del Ministero per l’Interno, per ottenere chiarimenti anche sull’operato di prefetti e funzionari prefettizi.

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