“Pastazzo” che passione! Gli scarti degli agrumi conquistano la gastronomia e la moda

La granita non sarà più la stessa. Dimenticate le classiche brioches stracariche di burro. Con la farina di pastazzo, lo scarto degli agrumi opportunamente trattato e ridotto in polvere, il gusto sposa la leggerezza. La nuova ricetta, ideata due anni fa dal Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, è stata sperimentata da una pasticceria di Acireale. Il successo è stato immediato.

L’aggiunta del pastazzo consente di ridurre l’uso di burro o margarina in percentuali che variano dal 30%, 50% fino al 70% in meno, perchè le fibre delle arance trattengono l’ acqua, assolvendo in parte, al compito svolto dal grasso. Il gusto e l’ aspetto risultano sostanzialmente invariati (se si esclude un leggero sentore d’arancia); inoltre la presenza delle fibre insolubili arreca benefici alle funzioni intestinali. E’ in fase di sperimentazione anche la realizzazione di cornetti, pandori, panettoni e prodotti a lunga conservazione. Sono già molte le aziende interessate ma per raggiungere la consacrazione bisognerà attendere l’ approvazione di un regolamento da parte dell’Ue che ne consenta l’ utilizzo ad ampio spettro. Al momento è normato il solo utilizzo come sottoprodotto per uso zootecnico, ammendante del terreno o biogas.

Non solo brioches. Il pastazzo ha conquistato anche l’alta moda. E’ andata in scena la prima sfilata con gli abiti al pastazzo di Salvatore Ferragamo ed Orange Fiber, l’ azienda catanese che produce i tessuti eco-sostenibili. La collezione è stata presentata durante la Giornata della Terra, proprio per ricordare la necessità di tutelare l’ ambiente e la ricerca di fonti rinnovabili in tutti gli ambiti produttivi. Dal brevetto messo a punto da Orange Fiber, che permette di trasformare il residuo di lavorazione delle arance in un tessuto d’alta qualità, è nata una collezione composta da camicie, abiti, pantaloni e foulard, che combina naturalezza e comfort.

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