Regione: Acqua, sberla dalla Consulta

PALERMO. La Corte Costituzionale affonda la legge sul riordino dell’acqua varata dall’Assemblea regionale siciliana nel giugno del 2015. L’assessore regionale all’energia, Vania Contraffatto, che nella vita fa anche il magistrato, ha più volte detto che la riforma, così come era stata approvata, non sarebbe certo sopravvissuta all’esame della Consulta. Così è stato. Quasi banali le motivazioni: la materia rientra, tra quelle concorrenti Stato-Regione, è in contrasto col Codice dell’Ambiente. Tende pure a scaricare sui privati, annotano i giudici, i costi che non riesce a sostenere il pubblico; tanto che il fondo di solidarietà per i soggetti meno abbienti si pretende farlo pagare ai privati anziché alla pluralità dei soggetti pubblici. Ecco come lo scontro tra leggi regionali e nazionali favorisce il business dei privati. Ora si cerca di mettere le toppe alle falle.

Sul numero di 100Nove Press da oggi in edicola, viaggio nell’Isola dove si pagano le bollette più salate d’Italia mentre nella rete si perde il 45 per cento delle risorse e resta in alto mare la nascita delle Ati, gli ambiti territoriali. ( Per leggere l’articolo completo sul settimanale 100Nove Press in edicola o attraverso l’area abbonati)

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