Giro d’Italia a Messina, cosa resta?

MESSINA. Il centro cittadino di Messina è stato invaso, lo scorso mercoledì, da numerosi tifosi e semplici curiosi, accorsi per ammirare l’arrivo in città della carovana rosa del giro d’Italia e per sostenere il concittadino Vincenzo Nibali.
Ma cosa rimarrà di tutto questo alla città di Messina?
Alacri preparativi di più giorni hanno tenuto impegnata la città metropolitana dello Stretto che, in certe aree, ha visto ultimati i lavori solo poche ore prima dal passaggio degli atleti.

Messina è stata un tripudio di impegno, dedizione, fatica, passione. Molti spettatori che hanno tentato di accaparrarsi i posti migliori, arrivando in città con largo anticipo, nel camminare lungo le strade libere da traffico e da auto in sosta selvaggia hanno manifestato tutta la loro ammirazione e sincera sorpresa per l’inaspettata presentazione con cui Messina si è palesata ai loro occhi.
Miriadi di giovani e meno giovani hanno camminato o pedalato lungo le strade del centro, riempiendo l’atmosfera dello scalpiccio di migliaia di piedi e del cicaleccio di voci. Nessun clacson, nessun rombo di motori di troppo hanno rovinato la salubre e stranamente sobria atmosfera messinese.

Passaggio a Messina del Giro d’Italia numero 100 (Foto Maurizio Giordano)

Una giornata diversa si è prospettata per la città dello Stretto, con una manifestazione che ha unito la cittadinanza sotto l’insegna del sano confronto, dello spettacolo sportivo e delle accorate ovazioni rivolte a Vincenzo Nibali.
È stata incredibile la passione smodata dimostrata dalla cittadinanza per il ciclismo, elemento che sembra stonare con il contesto quotidiano, dato che la pista ciclabile nelle aree periferiche della zona nord è poco battuta e che le piste in centro non si distinguono dal resto della carreggiata.
E chissà se i ciclisti verranno ancora vilipesi dagli automobilisti, che si rivolgeranno loro con il sardonico e vernacolare “Vadda, ‘rrivau Nibali!” (trad. Guarda, è arrivato Nibali!)?

Questi e altri dubbi aleggiano sul futuro messinese e sulla sua capacità di continuare a mostrarsi come una città vivibile e a misura d’uomo, come è apparsa sui canali nazionali che l’hanno ripresa durante la tappa ciclistica.
Indubbiamente la quinta fermata del Giro d’Italia ha costituito un importante trampolino di lancio per l’economia e la società messinese, o meglio, ha rappresentato la semina di una opportunità che, si spera, riceva le doverose cure per portare a una crescita più ordinata e razionale del centro cittadino, alla soluzione delle criticità di viabilità, di approvvigionamento idrico, di smaltimento di rifiuti e di attrazione e sviluppo culturale e turistico e non solo in occasione di eventi come il Giro d’Italia o l’arrivo di autorità nazionali.

Nonostante tutti i quesiti sollevati, che vengono dimenticati – volutamente o meno – perché potrebbero offuscare il piacere della grande festa dello sport, per il momento non resta che continuare a esultare per il grande evento messinese, perché, come ricordava un luminare quattrocentesco, “di doman non c’è certezza”.

Passaggio a Messina del Giro d’Italia numero 100 (Foto Maurizio Giordano)

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