Le nuove frontiere del Porno

Il Capitol di Messina, dopo 40 anni di gloriosa attività, ha chiuso i battenti.  Ma per assistere a scene di porno “inconsapevole” basta andare a tarda ora dietro il monumento di piazza Unione Europea: i protagonisti, purtroppo, sono spesso minorenni. Cosa spinge i giovanissimi a spettacolarizzare dei rapporti che per definizione sono privati? Una componente fondamentale sono sicuramente le nuove tecnologie e i social network. Nessuno tra i più utilizzati propone un servizio di censura automatico: Facebook e Google+ rimuovono i contenuti di nudo e violenza solo dietro segnalazione; Instagram permette all’utente di auto-opacizzarli; su Twitter non c’è limite (soprattutto per il porno). E poi ci sono una miriade di app e siti dedicati che fatturano miliardi proprio grazie a questa tipologia di materiale. Non c’è da scandalizzarsi se la fruizione è consapevole e consenziente. Ma se fossero gli adolescenti, o peggio i bambini, ad imbattersi nei siti cosiddetti “vietati”?

Un terzo dei ragazzi italiani si è “imbattuto” in siti pornografici; il 19,3% ha visitato siti che incitano alla violenza, all’odio contro gli stranieri e a commettere un reato; il 9,9% in quelli che esaltano l’anoressia e il 4,9% il suicidio con consigli annessi.  Più di un adolescente su quattro afferma di aver ricevuto SMS, MMS e video (soprattutto tramite WhatsApp) a carattere sessuale. Consuetudine più comune tra i maschi.

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