Unime, aumentano le chance di lavoro

MESSINA. Secondo il rapporto Almalaurea, “con un titolo Unime aumentano le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro”. Il dato più significativo che emerge dal XIX Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati presentato da AlmaLaurea è il tasso di disoccupazione: solo 22% contro un livello di disoccupazione giovanile della provincia di Messina e Reggio Calabria pari al 50%. «Continuare gli studi dopo il liceo – afferma  il prof. Dario Caroniti, presidente del C.O.P. (Centro Orientamento e Placement dell’Ateneo) – e ultimarli presso l’Università di Messina apre molte più possibilità di inserirsi nel  mondo del lavoro, tanto più se si considera che le percentuali di occupazione riscontrate dai laureati in alcuni dei nostri corsi di laurea, come quelli nell’ambito dell’ingegneria e dell’informatica, rasentano il 100%».

Dal rapporto è emerso che i lavoratori a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti) sono il 42%, mentre il 21% svolge un lavoro autonomo. Le remunerazioni arrivano anche a 1.151 euro netti mensili. 57 laureati su cento ritengono la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che stanno svolgendo. Sempre con riferimento a questa categoria, il 68% dei laureati è inserito nel settore privato, il 27% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (4%). L’ambito dei servizi assorbe l’89%, mentre l’industria accoglie il 9% degli occupati. Marginale la quota di lavoratori nel settore dell’agricoltura.

Rispetto ai laureati del 2016, il 47% di coloro che hanno conseguito un titolo triennale risulta avere un impiego (secondo la definizione Istat tra gli occupati sono considerati anche coloro in formazione retribuita), mentre il tasso di disoccupazione è pari al 38%. Il 31% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 16% svolge un’attività autonoma effettiva (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.).

Lo stipendio è in media di 974 euro mensili netti. Per quanto riguarda coloro che hanno con seguito un titolo magistrale, dopo un anno il 45% risulta occupato, mentre il tasso di disoccupazione è pari al 41%. Il 30% degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti), mentre il 10% svolge un’attività autonoma. La retribuzione è di 911 euro mensili netti; più del 50% dei laureati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo.

Sono dati che sfatano i pregiudizi sulle università meridionale, in particolare di quelle siciliane. «Quasi il 70% dei nostri laureati – aggiunge il prof. Caroniti – trova un’occupazione presso aziende private, che sono quindi interessate a realizzare con il nostro Ateneo percorsi di inserimento lavorativo. I numeri molto elevati di stage e tirocini, oltre che di contratti di apprendistato, sono stati quindi  resi possibili grazie all’efficienza degli uffici del placement di Unime, ma anche da una crescente attenzione delle aziende siciliane e nazionali verso i nostri laureati».

 

Cristiana Ferrigno

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