Blitz antidroga, sequestrati mille chili di marjuana

L’operazione antidroga coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, eseguita dalla squadra mobile di Ragusa e dalla guardia di finanza di Como, ha sgominato un traffico internazionale di marijuana dall’Albania con quantitativi enormi di sostanze stupefacenti destinate allo spaccio della droga in tutt’Italia.
Nell’inchiesta “Balkan” sono coinvolti 61 persone di cui 37 albanesi e 24 italiani. La Procura di Catania rileva di aver “inciso sull’intera filiera dell’organizzazione transnazionale azzerandone i vertici”.  Blitz sono in corso in diverse città italiane, il più importante dei quali è stato portato a termine dalla polizia di Ragusa a Catania, con il sequestro di 1.000 chili di marijuana e armi. Le indagini della squadra mobile e delle Fiamme gialle erano state avviate separatamente e sono state riunite in un unico fascicolo che ha portato all’individuazione dei fornitori albanesi. Anche il territorio siracusano entra a forza nella logica investigativa degli inquirenti; secondo la Sezione Antidroga della Direzione nazionale antimafia, il traffico degli stupefacenti nella provincia di Siracusa è da tenere sotto controllo per la posizione strategica in cui si trova.
La conferma il legame con la famiglia “Paviglianiti” di Reggio Calabria e il clan Guttadauro di Palermo che avrebbe legato accordi proprio a Siracusa. Infatti, un’area di servizio dell’autostrada Siracusa-Catania, all’altezza dello svincolo Nord per il capoluogo aretuseo fu individuata dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria come il luogo prescelto da corrieri reggini per la consegna di una consistente partita di cocaina a emissari di “Cosa nostra” palermitana. Il particolare inquietante è emerso nell’inchiesta denominata “Ultima spiaggia”, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Per i magistrati, il presunto re del narcotraffico internazionale, Domenico Paviglianiti avrebbe stretto rapporti d’affari con la mafia palermitana benché sia detenuto in carcere. Anzi, proprio da Ascoli Piceno, luogo di detenzione, avrebbe mantenuto e rafforzato il suo carisma tenendo ben stretti i legami tra le cosche operanti lungo la fascia ionica reggina, tenendole in pugno grazie ai corposi proventi dall’attività di traffico di sostanze stupefacenti.
Tra gli interlocutori di Domenico Paviglianiti anche la famiglia Guttadauro con la quale ha intavolato un “rapporto di mutua collaborazione”. Traffici illeciti che, scrivono i magistrati della Dda di Reggio Calabria “trovano riscontro nei rapporti allacciati con esponenti della realtà criminale siciliana, allo stato non ancora identificati”. Gli investigatori dell’Arma dei carabinieri si sono messi più volte all’inseguimento di emissari reggini in trasferta a Piedimente Etneo in provincia di Catania “verosimilmente per trattare una fornitura di sostanza stupefacente: gli accorgimenti e il timore per eventuali controlli di polizia alimenta il sospetto che la trasferta siciliana sia riconducibile alla gestione dei traffici illeciti”. In tale contesto si inserisce il territorio siracusano, evidentemente scelto come zona neutra per trattare lo scambio di partite di droga e per il materiale scambio di quantitativi di stupefacente.
I carabinieri reggini tengono sotto controllo alcuni esponenti malavitosi e serguono un filone che porta proprio in Sicilia, nel territorio siracusano, forse ritenuto terreno fertile dalle cosche reggine e palermitane, visti anche le altre operazioni antidroga nelle quali sono state coinvolti corrieri siracusani in trasferta nella Locride e nel Palermitano per l’approvvigionamento di stupefacenti. Nel passato gli investigatori intercettarono una conversazione telefonica nella quale gli interlocutori si davano appuntamento per il giorno successivo per la cessione di una partita di droga. Scattato il servizio di monitoraggio, due corrieri reggini furono acciuffati dai carabinieri presso l’area di servizio di Siracusa Nord con mezzo chilo di cocaina. In quella circostanza, i destinatari palermitani del carico di droga sono riusciti a sfuggire alla cattura. Malgrado scoperti, i sodalizi malavitosi avrebbero continuato a mantenere i rapporti.

Concetto Alota

Share:

Rispondi

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial

Warning: A non-numeric value encountered in /home/jq1jhrk4/public_html/wp-content/plugins/ultimate-social-media-icons/libs/controllers/sfsi_frontpopUp.php on line 63