Alla scoperta del MuMe

MESSINA. Dopo le pressioni esercitate dal Comitato Apriti Museo, il Museo Interdisciplinare Regionale di Messina ha mostrato la sua ultima ala ad una nutrita platea di cittadini.

La collezione presentata interessa il periodo medievale e moderno, e abbraccia il periodo dalla dominazione araba fino all’Ottocento. La continuità temporale e artistica riconquistata permette una panoramica più completa dell’evoluzione dell’arte, permettendo al visitatore di interfacciarsi con i cambiamenti costanti che sono occorsi nella storia dell’arte messinese ed europea. Oltre ai dipinti di Antonello da Messina, i Caravaggio e la scultura di Orione del Montorsoli, pezzi unici e punte di diamante del Polo Museale, il MuMe offre una ricchissima gamma di opere, attestate intorno alle 20.000 unità, tra sculture, libri antichi, quadri.

 

Paolo Vermiglio, Assessore Regionale ai Beni Culturali, descrive l’apertura del Museo come un «miracolo che molti temevano non sarebbe stato posto in essere, come accade per molte delle opere siciliane rimaste incompiute». Lui stesso ha invitato personalmente il Ministro Alfano, ospite della cerimonia, a farsi ambasciatore del polo museale, per promuoverne l’immagine a livello nazionale, incentivandone la fruibilità da parte dei flussi turistici in crescita in Sicilia.

Sono intervenuti anche il Dirigente Generale dell’Assessorato ai Beni Culturali Gaetano Pennino, la Dott.ssa Caterina Di Giacomo, Responsabile del Museo Interdisciplinare, e il Sindaco Renato Accorinti. Quest’ultimo non ha tardato a farsi portavoce dei temi che ha sempre propugnato: ecologia e sostegno alla cultura.

«Arte, cultura, bellezza. Non possiamo scommettere su altro, come le raffinerie. Il settore culturale può portare posti di lavoro», afferma il Primo Cittadino, per poi sintetizzare le ultime attività svolte dal Comune peloritano: «Dopo il G7 di Taormina ci siamo attivati per organizzare un G7 delle città metropolitane, per promuovere una congiunzione di sforzi per la crescita comune. Questo perché il progresso deve provenire da noi, non possiamo sempre chiedere l’elemosina»

In parte le riflessioni di Accorinti sono state riprese dal Presidente dell’ARS Giovanni Ardizzone, «Il museo non è un gioiellino del sud, ma dell’Italia intera. Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte per risollevare le sorti del nostro Paese: non possiamo sempre piangerci addosso» Il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta rincara la dose e alimenta la speranza della città, affermando che «La città ha sofferto troppo a lungo il duopolio Catania-Palermo, ma i soldi per Messina sono già stati inseriti nel Patto per il Sud. Questo Museo è un segno di speranza per una grande ripresa»

Le parole del Ministro Alfano hanno chiuso gli interventi, dopo aver accettato di buongrado l’appello rivoltogli da Vermiglio. «Il Museo rappresenta tutto ciò che non dovrebbe accadere (lentezza burocratica, abbandono), ma trasmette anche molta positività, come la lotta di una città intera contro la rassegnazione. Non esiste il futuro senza memoria; non esiste l’apertura al mondo senza l’amore per la propria terra; non esiste apertura alla diversità senza l’identificazione con le proprie origini e i propri beni», per poi concludere «Una grande città senza un grande museo, è una grande città solo a metà». 

 

L’entusiasmo dei messinesi era evidente, sentimento condiviso da tutto lo staff del MuMe, che accoglieva e vigilava sulla sicurezza delle opere esposte. L’affluenza al Museo è stata numerosissima, con i 4.800 mq gremiti: un buon auspicio per il Polo Museale che, dopo trentatré lunghi anni, è stato restituito alla cittadinanza.

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