Luciana Littizzetto, risate e profondità al Taobuk

TAORMINA. I tempi in cui viviamo, si sa, non sono i più rosei. Con un Paese il cui debito pubblico sfiora cifre vertiginose, con una disoccupazione giovanile ai massimi storici – secondi forse solo a quelli dei due dopoguerra – uno dei beni più preziosi che rimangono, con il rischio di risultare retorici, è la risata.

Anche a Taobuk, la manifestazione che sta prendendo vita in questi giorni nella cornice mozzafiato taorminese, il gusto per la risata, l’importanza e la delicatezza dei messaggi che si possono veicolare tramite essa, è approdata insieme alla celeberrima Luciana Littizzetto, regina indiscussa della satira italiana. Con l’esperienza consolidata da artista del cinema e della TV, la Littizzetto è stata abile nell’evitare i terremoti che solitamente scatena con la sua irriverente personalità quando, con una dialettica schietta, che opera una cesura netta con i canoni del politically correct e che fa un largo ma sapiente uso del turpiloquio, addita il potente e lo stereotipo, per decostruirne luoghi comuni, criticandoli senza remore.

Moderata dall’interprete e traduttore della Rai Paolo Noseda, che ha tenuto egregiamente banco alle battute con cui la Littizzetto rendeva partecipe e si interfacciava con il pubblico, l’artista piemontese non ha esitato a leggere brani del suo ultimo libro, La bella addormentata in quel posto, ironizzando sulle stranezze e i paradossi di cui il Bel Paese non sembra essere mai sazio. Dal rapporto secolare tra Papa e Italia alle caricature comiche con cui ha ritratto i suoi colleghi dello showbiz, dalla politica nazionale alle notizie più stravaganti del mondo della scienza, la Littizzetto ha dato ancora una volta prova di una raffinata vena critica, sfruttando a pieno le capacità della risata di suscitare e stimolare riflessioni e dubbi nei telespettatori di Che fuori tempo che fa o nei suoi lettori.

Spesso si ritiene che i comici siano come ingabbiati nell’immagine che costruiscono di sé stessi, ma l’ecletticità della Littizzetto è trasparsa evidente con la sua affermazione: «La risata serve a qualcosa di molto positivo, sicuramente. Però uno dei miei desideri ancora irrealizzati sarebbe quello di scrivere e dirigere per il teatro. Vorrei anche lavorare con qualche regista che mi offrisse una parte che non faccia solo ridere, ma che fosse più seria» Questa sua affermazione ha confermato l’importanza che assume la risata, la comicità “impegnata” che spesso vuole andare oltre la semplice risata e indirizzarsi a qualcosa di più profondo, perché in fondo, come molti sessantottini ricorderanno, «La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà».

Per quanto passibile di svariate e discordanti interpretazioni, se prendessimo questa citazione nel suo significato letterale, una risata che ci seppellisca sarebbe molto meglio delle “balengate” che mettono a dura prova la pazienza di tutti gli italiani.

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