La Finanza nella sede del Palermo Calcio, ipotesi falso in bilancio. La difesa di Zamparini

PALERMO. La Guardia di Finanza si trova nella sede del Palermo Calcio per una serie di perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta in cui si ipotizzano i reati di falso in bilancio, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio. Le perquisizioni, secondo quanto si apprende, hanno riguardato anche gli uffici del Gruppo Zamparini e l’abitazione del presidente Maurizio Zamparini.

IL RIFIUTO A BACCAGLINI. Solo ieri il proprietario del Palermo aveva rivelato il dettaglio dell’accordo con la società angloamericana rappresentata da Baccaglini per la cessione del Palermo e spiegando che “il rifiuto è dovuto principalmente alla mancanza di sicurezza sul futuro” di squadra e società. “La cifra offerta da Paul Baccaglini è stata di 20 milioni di euro, pagabili in quattro rate da 5 milioni all’anno”. “L’offerta – aveva spiegato Zamparini – è depositata nello studio legale Pantaleone di Palermo. Non c’è alcuna notizia sull’ammontare dei capitali da investire nel club per campagna acquisti e rafforzamento, né su quelli promessi sul contratto originale del 24 febbraio per la costruzione di stadio e impianti sportivi. Questi ultimi dati erano essenziali per l’accettazione di qualsiasi offerta. Berlusconi, ad esempio, ha chiesto e ottenuto dai cinesi assicurazioni sugli investimenti del Milan. Ho fornito queste informazioni per i tifosi e per la città: io non sono un eroe, né una persona di basso profilo, ma uno onesto”.

LA DIFESA DI ZAMPARINI. “Ho la Guardia di Finanza in tutte le mie case e nella sede del Palermo, perché non ho ceduto la Società a Baccaglini”, ha commentato Zamparini intervistato da ForzaPalermo.it. “Siccome sembra che venerdì scorso un Pm abbia detto che se io non avessi venduto il Palermo a Baccaglini mi avrebbe arrestato, probabilmente il motivo è questo. Falso in bilancio? Ma per l’amor di Dio, non c’è assolutamente nulla, sono anni che sono a Palermo – ha concluso il presidente – ed è tutto sotto controllo”.

DEBITO DA 40 MILIONI. Il debito del Palermo calcio ammonta ad almeno 40 milioni di euro. A svelarlo lo stesso Zamparini. “Una decina di questi milioni di debiti – ha spiegato – sono con Unicredit e Banca Nuova, una ventina con i procuratori e circa 6-7 milioni di contenzioso con l’Agenzia delle entrate”. Una parte del debito con l’agenzia delle entrate (1,8 milioni di euro) è stata rateizzata e il Palermo ha saldato la metà circa. Sulla parte restante non risulta al momento ci sia un accordo. Negli scorsi mesi Riscossione Sicilia aveva eseguito un pignoramento di 200 mila euro nei conti del Palermo, per vecchi debiti secondo Zamparini risalenti alla gestione Sensi. Per quello con i procuratori, Zamparini ha aperto in alcuni casi un contenzioso perché ritiene di essere stato truffato. “Il Palermo – ha più volte ribadito il presidente – è una società sana, siamo tra maggiori contribuenti delle entrate fiscali della regione Sicilia”.

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Antonio Domenico Bonaccorso

Giornalista pubblicista. Mi occupo di Rassegne Stampa, Monitoraggio Video&New Media, scrivo per 100Nove. Esperto in Comunicazione Pubblica. Ho troppe passioni, dalla Musica (bassista) al Teatro

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