A.A.A. segreterio Pd cercasi

E’braccio di ferro sulla scelta del nuovo segretario provinciale del Pd a Messina. Tre i candidati in corsa: da una parte l’esponente Renziano Paolo Starvaggi, avvocato amministrativista in quota al “re delle tessere” Pippo Laccoto; dall’altra l’ex commissario dell’Esa, Ciccio Calanna, che rappresenta l’ala Emiliano, nella quale si riconoscono il senatore Beppe Lumia, il presidente della Regione Rosario Crocetta e il presidente del Parco dei Nebrodi, Peppe Antoci. Infine, l’ala dei Renziani della prima ora, che punta su un candidato giovane, Alessandro Russo, in linea con l’impronta più liberal del partito.

La mancata convergenza sul nome da candidare ha fatto sì che il commissario Ernesto Carbone, che ha preso le redini del partito dopo l’esplosione dello scandalo della formazione professionale che ha portato prima all’indagine e poi alla condanna dell’ex segretario regionale del partito Francantonio Genovese, passato con le sue truppe a Forza Italia, riconoscesse una proroga di quattro giorni per la presentazione delle candidature, che slittano all’otto luglio: il congresso dovrebbe svolgersi il 28 luglio. Una crisi interna, quella del Pd, che ha trovato la sua sintesi nella lettera di dimissioni presentata settimana scorsa dalla capogruppo al Comune, Antonella Russo, ma che si respira prepotente dal momento della sfiducia da firmare contro la giunta Accorinti: dopo la dichiarazione in aula di voto favorevole alla sfiducia da parte della capogruppo, concordata con il commissario Carbone, , tre consiglieri Claudio Cardile, Gaetano Gennaro e Pietro Iannello hanno votato contro. Un partito in frantumi, che ha bisogno ora di una guida autorevole e “condivisa”, ripetono in tanti. A proper la candidatura? A chi lo interroga, risponde serafico con un sorriso: “Questa città ha bisogno di un amministratore, non di santoni. E per me fare l’amministratore è come il lavoro, una passione…”. Già amministratore all’Ato e all’Atm, autore di una convenzione con il Tribunale per favorire la rotazione degli incarichi verso i giovani professionisti, Spicuzza viene da una tradizione tutta democristiana: ha mosso i suoi primi passi in politica sotto la guida del compianto Giuseppe D’Andrea, attraverso il quale ha conosciuto il mondo delle cooperative e dei servizi sociali. Revisore contabile, ha fama di essere un grande conciliatore. Ma in quale area si candida e chi lo sostiene? Altro mistero. A chi lo interroga, risponde sempre: “Io sono uno di centro, un moderato, lo sono sempre stato. A sostenermi sono un gruppo di amici, tanti, tantissimi, che da tempo mi chiedono un impegno attivo in politica. Così ho cominciato a visitare i quartieri popolari, lì dove c’è l’anima di una città e si respirano anche di più gli scompensi: credo di avere due tre buone idee per la città, per risolvere problemi, quello che mi piace. Tutto il resto non conta…”.

Un partito in frantumi, che ha bisogno ora di una guida autorevole e “condivisa”, ripetono in tanti. A propermuovere la candidatura di Starvaggi, è Pippo Laccoto, oggi punto di riferimento elettorale del partito che, d’intesa con il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, ha anche promosso la nascita di una corrente universitaria: più di 150 tra docenti e simpatizzanti hanno preso la tessera del Pd. Una prova di forza, quella di Pippo Laccoto, che lascia perplessi in tanti: dall’ex candidato sindaco Felice Calabrò, all’ex segretario provinciale, Nino Bartolotta. Che tirandosi fuori dal dibattito in corso dice: “Un segretario deve rappresentare tutte le anime del partito. La leadership non si mostra sulla scelta del nome, ma sulle condivisioni dei percorsi”. Tornano a galla così vecchi rancori. Anche territoriali. Come quelli che investirono più di due anni fa Basilio Ridolfo, sindaco di Ficarra, costretto a rimettere il mandato nelle mani del segretario regionale Fausto Raciti. Oggi a misurarsi sono le forze di sempre: con l’onorevole Filippo Panarello che rappresenta la corrente Orlando e vuole mantenere una presenza cittadina e ritiene squilibrata la “nebrodizzazione” dei candidati in corsa, entrambi della zona tirrenica, a cavallo tra Sant’Agata Militello e Capo d’Orlando. Ma sullo “skill” più fresco da proporre nella competizione in corsa si mostra d’accordo anche Jole Nicolai, della direzione nazionale del Pd. “Quello di segretario provinciale- dice l’attivista dei Nebrodi- è un impegno gravoso, che va fatto a tempo pieno. Non è quindi solo un problema di tessere, voti o peso elettorale a determinare la scelta del segretario, ma l’impegno che va profuso nell’incarico. E in questo senso Alessandro Russo forse per competenza e impegno che può profondere nell’incarico potrebbe essere la persona giusta… A sparigliare, invece, è un candidato di lungo corso, Ciccio Calanna, esponente riconosciuto trasversalmente da tutti che si presenta con il tratto della discontinuità. Profondo conoscitore delle problematiche agricole, frequentatore assiduo di sezioni anche oltre provincia, a Enna, dove si reca spesso, Calanna si mostra come elemento di raccordo tra le varie componenti. E non è detto che alla fine, per non creare nuove divisioni, tra i due litiganti di casa renziana, non spunti la scelta che in politica viene presentata in questi casi come “sintesi”.  “La mia candidatura- spiega Ciccio Calanna- non nasce dall’essere appartenente a una componente del partito, ma dalla mia coscienza. Confesso di essermi, da tempo, interrogato in solitudine. E sono giunto alla conclusione che un partito che non si riunisce da tre anni, non può arrivare alla scelta di un nome che è riferimento di qualcuno: occorre prima un dibattito vero, sincero, che ci porti a riscoprire l’identità e che ci faccia tornare alla militanza. Fra tre mesi, forse qualcuno lo rimuove, abbiamo un primo appuntamento importante, le elezioni regionali, e tra otto mesi, le nazionali. E’ in queste circostanze che un partito deve mostrare tutta la sua coesione e l’attenzione vera per il territorio. Io ho deciso di fare la mia parte…Tutto qui”.

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