E Spicuzza quatto quatto corre già da sindaco

Mancano ancora mesi per la scelta del candidato sindaco chiamato a confrontarsi con Renato Accorinti per la corsa Palazzo Zanca, ma, quatto quatto, c’è già un primo candidato che visita i quartieri popolari e dice di fare politica davvero dal…basso.

E’ il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Messina Enrico Spicuzza, 56 anni. Si muove felpato, nonostante la stazza, in lungo e in largo per la città, e spesso anche in solitaria. A bordo di una Mercedes, con qualche chilometro sulle spalle, Spicuzza, tra un impegno al suo studio di commercialista e di consulente del lavoro e una visita all’Ordine, nelle ultime tre settimane ha fatto visite mirate nei quartieri popolari di Messina: dal Villaggio Santo, al Villagio Aldisio, da Bordonaro, a Faro e a Castanea. E perfino alla Palamara 2. Lo schema è sempre il solito: arriva, presentato da un amico, e incontra le persone con le quali si sofferma a parlare dei problemi del quartiere. Prende appunti. Annota. E saluta, generoso, con un largo sorriso e un “arrivederci a presto…”. Un fatto, la candidatura in solitaria di Spicuzza, che sta crescendo giorno dopo giorno e che sta in qualche modo spiazzando non solo i partiti, ma anche il mondo delle professioni, l’area che davvero lo sponsorizza: avvocati; ingegneri, architetti e naturalmente commercialisti. Ma chi è Enrico Spicuzza e da cosa nasce questa smania proper la candidatura?

A chi lo interroga, risponde serafico con un sorriso: “Questa città ha bisogno di un amministratore, non di santoni. E per me fare l’amministratore è come il
lavoro, una passione…”. Già amministratore all’Ato e all’Atm, autore di una convenzione con il Tribunale per favorire la rotazione degli incarichi verso i giovani professionisti, Spicuzza viene da una tradizione tutta democristiana: ha mosso i suoi primi passi in politica sotto la guida del compianto Giuseppe D’Andrea, attraverso il quale ha conosciuto il mondo delle cooperative e dei servizi sociali. Revisore contabile, ha fama di essere un grande conciliatore. Ma in quale area si candida e chi lo sostiene? Altro mistero. A chi lo interroga, risponde sempre: “Io sono uno di centro, un moderato, lo sono sempre stato. A sostenermi sono un gruppo di amici, tanti, tantissimi, che da tempo mi chiedono un impegno attivo in politica. Così ho cominciato a visitare i quartieri popolari, lì dove c’è l’anima di una città e si respirano anche di più gli scompensi: credo di avere due tre buone idee per la città, per risolvere problemi, quello che mi piace. Tutto il resto
non conta…”.

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