Uniti nel nome dei gallo-italici

Un convegno presso il Museo Lettieri a San Fratello il prossimo 21 ottobre sul tema ‘I gallo-italici nella Sicilia Aleramica’ studiosi provenienti dalle diverse aree geografiche coinvolti nel percorso di studio. Sarà il punto di partenza di un progetto, che non si limiterà alla riscoperta dei legami storici tra i territori, ma che intende rappresentare anche un’ opportunità in ambito turistico ed enogastronomico nel segno dei siti Unesco dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato (che ha già assicurato il suo interesse all’iniziativa) e quelli esistenti in Sicilia. Un binomio storia-cultura per il quale Roberto Maestri e Fabrizio Di Salvo – in rappresentanza del Circolo Culturale ‘I Marchesi del Monferrato’ – si sono recati in Sicilia per avviare un progetto di recupero degli importanti legami tra il territorio dell’ antica Marca Aleramica – di cui il Monferrato rappresentò l’ area più rilevante a livello storico e geografico – e la Sicilia.

Ad accogliere i rappresentanti, Salvatore Mangione – docente di storia e filosofia, già sindaco di San Fratello che da anni si occupa della storia, in epoca medievale, dei coloni e dei soldati provenienti da un’ area comprendente il Monferrato, le Langhe e il Savonese; una migrazione che portò alla formazione di una colonia di popolazioni Gallo-italiche la cui parlata si è conservata in alcuni Comuni dell’ isola come Nicosia, Sperlinga, Piazza Armerina e Aidone in provincia di Enna, San Fratello, Acquedolci, Montalbano Elicona, Fondachelli Fantina e Novara di Sicilia in provincia di Messina, Ferla in provincia di Siracusa. Tra l’ XI ed il XIII secolo alcuni importanti personaggi, con al seguito abitanti del nostro territorio, si trasferirono nella Sicilia occupata dai Normanni. La prima ad intraprendere il processo migratorio fu, nel 1089, Adelasia del Vasto che sposò il gran conte di Sicilia Ruggero I e fu sepolta nella Cattedrale di Patti. Seguirono altri Aleramici, a cominciare da Enrico del Vasto, conte di Paternò e di Butera, dal marchese di Monferrato Bonifacio I che, nel 1198, sconfisse l’ esercito normanno segnando la fine del potere di questa dinastia, da Bianca Lancia, moglie, nel 1247, dell’ Imperatore Federico II di Svevia, dal marchese di Monferrato Guglielmo VI che, nel 1224, si recò a Catania alla corte dell’ imperatore Federico II, da Antonio del Carretto che, nel 1307, sposò Costanza Chiaromonte baronessa di Racalmuto dando vita ad un ramo aleramico sopravvissuto fino al Settecento.

Tra i processi migratori è, recentemente, emerso anche quello riguardante un nucleo di ghibellini esuli da Alessandria che si insediarono a Corleone. La visita – che sarà documentata anche attraverso un filmato in corso di realizzazione da parte di Fabrizio Di Salvo – ha riguardato alcune delle località di maggior interesse per la storia degli Aleramici in Sicilia, tra cui San Fratello, Acquedolci, Naso, Castell’ Umberto, Patti.

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