Prova a dire Street Art Map

La fotografia del Collettivo FX a 2 mani di una digitale dipinti sui muri di un’apertura in gioco d’illusione tra interno ed esterno tra reale e finzione
che apre lo sguardo al panorama a Palermo a Pizzo Sella Art Village; una figura femminile di Julieta XLF a custodire tra le mani il ricordo del terremoto del 1968 a Gibellina Vecchia all’interno di un edificio abbandonato con occhio sul Cretto di Burri; Luprete in ironia di citazione del quadro di Magritte gioca con una ciminiera come cannello di un’enorme pipa sui muri di cinta di via Giuseppe Poulet a Catania; Ravo “ricorda” “La Cena di Emmaus” con una tecnica spray a catturare effetti di luce vicini a quelli caravaggeschi a San Salvatore di Fitalia.

Questi alcuni delle centinaia di scatti raccolti in “Street Art in Sicilia. Guida ai luoghi e alle opere”, edita da Dario Flaccovio Editore e presentata
a Palermo al Punto Flaccovio il 10 maggio scorso, in libreria dal 18 dello stesso mese. Che, opera di Mauro Filippi, Marco Mondino e Luisa Tuttolomondo, un architetto, un semiologo ed una sociologa, si propone come una mappa della Street Art nell’isola. «L’idea è venuta a tutti e tre insieme, perchè tutti e tre
ci interessavamo e ci interessiamo del fenomeno da diverse prospettive: io dal punto di vista urbano di documentazione e programmazione di eventi – ho un blog e curo progetti come Street Art Palermo e Borgo Vecchio Factory », racconta Mauro Filippi, l’architetto del gruppo, fotografo, esperto di documentazione dei beni culturali, cofondatore del laboratorio d’innovazione Push, impegnato in project management e service device. Che seguita: «Ho incontrato ad una mostra di fotografie Marco ed abbiamo capito di avere un interesse comune sulla Street Art – è un semiologo, s’interessa, quindi, al linguaggio dei segni, il focus della tesi di dottorato era la Street Art – insieme mi ha introdotto a Luisa che si occupava come sociologa di capirne i risvolti – la sua tesi di dottorato su politiche territoriali – Ci siamo guardati e ci siamo detti “ma non dobbiamo fare nulla?”. È di Marco l’idea per poter fare di più: partire dalla ricerca da Palermo per tutta la Sicilia». Ed ancora: «Ragionavamo sulla forma, una ricerca dai toni più divulgativi: abbiamo concordato di usarla come una guida di Street Art, non perchè vogliamo che sia come un fenomeno turistico ma come fenomeno legato ai territori, ed una guida poteva essere più funzionale. Non è stata pensata per questo, per i turisti ma ci prendiamo anche questi lettori». Così c’è il dato geografico e museale, le informazioni tecniche, l’anno, gli aneddoti. «Non ci siamo voluti sostituire ai critici. Questa guida è nata così, mettendo a frutto le nostre ricerche», sottolinea Filippi. Così il viaggio di un anno di lavoro tra sfumature ed effetti dello spray, le maschere dello stencil, pennelli, rulli, tecniche miste e poster, tra le firme, le tag, o creazioni a più mani con le jam, nuances di colori ed impasti di texture differenti a creare gioielli d’arte per reinterpretare lo spazio urbano ora per denuncia ora con ironia ora per dialogare con l’ambiente o per abbellire contro il bruttume di certi luoghi di città.

Arte all’aria aperta, immortalata dagli scatti di Filippi, tranne rari casi. «Un anno per raccogliere il materiale. È una guida ed un archivio anche per raccontare cos’è la Street Art anche di opere che non ci sono più – molto importante – le opere a volte hanno stratificazioni precedenti. È un’impostazione che un pò mancava dell’arte: non si trova al momento una guida, un lavoro impegnativo come spettatore alla fonte – quasi tutti gli artisti con il blog Street Art Palermo in molti ci conoscono – C’è poca letteratura anche perchè un boom evidente – nella guida si intuisce – c’è stato negli ultimi anni. A Palermo e Catania soprattutto fino al 2008 di Street Art nulla, a Campofelice di Roccella c’è stato il primo Festival, ora è difficile enumerarli. È difficile poi definire il fenomeno della Street Art, c’è una diatriba storica tra street artists e writers». Ed il pregiudizio che confonde l’arte con i fenomeni di vandalismo? «Il nostro vuole essere un approccio diverso contro il pregiudizio», riprende l’architetto. Che conclude: «Un’app? Già in streetartfactory c’è una mappa on line aggiornata. Comunque, ci stiamo pensando ad un’app, ci vogliono le risorse».

Ed intanto dopo il Punto Flaccovio la Guida è stata alla rassegna palermitana una Marina di Libri nei giorni scorsi, ed è in previsione un tour di presentazione.

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