Banca Igea cerca… l’Intesa

Banca Igea, l’istituto di cui è direttore generale Francesco Maiolini, ha aperto un dossier per rilevare da Banca Intesa alcuni degli sportelli ex Banca Nuova in Sicilia. Monte Paschi, Unicredit e Intesa infatti sono già dotati di una rete di sportelli nell’Isola, mentre la banca di Maiolini, in un primo momento specializzata nel factoring e nell’anticipo fatture a strutture sanitarie, ramo di attività nel quale ha investito anche la Fondazione Sicilia guidata dal presidente Raffaele Bonsignore, potrebbe avere interesse ad allargare la presenza sul territorio. Si tratterebbe, per Banca Igea, di un cambio di strategia industriale, il passaggio inverso da banca specializzata a banca più generalista. Presente già a Roma, a Palermo e a Catania, Banca Igea non esclude l’apertura di un nuovo sportello anche a Messina, terza città siciliana con numeri più significativi in termini di crescita rispetto allo sportello che ha ereditato a Bronte, dall’acquisizione della Banca popolare dell’Etna.

Mentre Banca Intesa annuncia che entro il 2019 il gruppo dovrà chiudere 600 filiali sulle 900 rilevate dalle banche venete andate in default, e favorire così l’esodo volontario, attraverso incentivi, di 3900 unità, Banca Igea si trova nella positiva posizione di rilevare quote di “mercato” di Banca Nuova, che in Sicilia vanta ben trecentomila clienti. Perchè il dato di fondo è che in Sicilia manca un polo bancario regionale. Sparito il Banco di Sicilia, uno dei cinque istituti
di credito pubblico in Italia, incorporato prima da Banca di Roma e poi da Unicredit, la cui quota, lo 0,26%, è stata venduta dal governo Crocetta senza nessun annuncio ufficiale con un incasso di quasi sessanta milioni di euro servito a pagare lo stipendio di due mesi di lavoratori precari, ora l’unico istituto siciliano resta la cooperativa della Banca Agricola di Ragusa. Sano nei conti, scarse sofferenze, dopo avere tentato l’apertura di una Sgr a Milano, ha concentrato le sue attenzioni in Sicilia, mercato che conosce meglio. Alcuni degli sportelli “spezzatino” di Banca Nuova potrebbero andare così all’istituto guidato da Giovanni Cartia, banca che non ha mai mostrato di amare la corsa della lepre e che si muove sempre con una impronta di grande prudenza. La rapidità delle decisioni, è invece il contrappeso di Maiolini. Che dopo avere fatto crescere Banca  Nuova in Sicilia, come la finanziaria Prestinuova, e dopo un breve passaggio all’Irfs sotto la presidenza di Raffaele Lombardo, sta ora riannodando le fila come Penelope per fare diventare la Banca Igea il nuovo soggetto istituzionale in Sicilia. In questa direzione sono già state avviate interlocuzioni con la Regione Sicilia: Banca Igea partecipa alle presentazioni del Por Sicilia, candidandosi ad assistere neo-imprenditori e start up nella corsa agli incentivi. Ma l’idea di Banca Igea di acquisire nuovi sportelli ha soprattutto un’altra motivazione: entrare in partnership con l’Irfis, l’istituto regionale per il credito alle imprese, che si è vista negare la licenza da Banca d’Italia proprio per la mancanza di una rete di sportelli sul territorio.

Irfis, dopo l’incidente dell’arresto del presidente Rosario Basile, patron del gruppo di vigilanza Ivri, è un istituto pubblico, che ha in pancia cento milioni di liquidità, potrebbe dare garanzie fino a un miliardo di euro alle imprese siciliane, ma va avanti quasi per forza di inerzia, senza nessun impulso manageriale. Attività che appassiona invece il suo ex presidente Maiolini, che ha già avviato i contatti con l’istituto di Mediocredito di via Bonanno guidato da Giovanni Dagnino per stringere forme di collaborazione operativa. La presenza di Banca Igea nei Por-Sicilia, la partnership che si profila con Irfis, sono i segnali del nuovo attivismo di Maiolini, manager romano, ex direttore del Banco di Sicilia, che conosce le linee di sviluppo e le potenzialità inespresse del mercato nell’Isola.
Non si spiegherebbe altrimenti, il dossier aperto per acquisire gli sportelli della sua ex Banca, mentre le altre banche licenziano e viaggiano verso i servizi universali, gli stessi che Banca Igea al momento della nascita si era proposta nel piano industriale che, alla luce di queste opportunità, cambia of course.

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