Parco dei Peloritani: stop dell’Ars all’istituzione. Esulta Germanà

Il governo ancora sotto. L’Ars, con voto segreto, ha bocciato la norma istitutiva del Parco dei Peloritani, nel Messinese, e degli Elimi nel Trapanese. Un’aula semi deserta ha respinto la proposta, avvalorando la tesi dei cacciatori e di chi vede nei parchi un’operazione clientelare per distribuire poltrone a politici momentaneamente a spasso.

Forte invece la delusione in coloro che vedevano nell’ente uno strumento di tutela del patrimonio paesaggistico e di rilancio economico di molti paesi e borghi montani. I Peloritani infatti, vantano delle peculiarità uniche nel panorama naturalistico: le rocce (tra le più antiche della Sicilia e del mondo) e le valli che ospitano una grandissima varietà di fauna e flora (c’è la più alta concentrazione d’Europa di uccelli migratori che sorvolano lo Stretto), sono solo alcuni esempi. L’ente resta ancora bloccato nella fase di stallo che perdura dal 2013, nonostante appena un mese fa (il 17 luglio) la Commissione competente all’ Ars avesse dato il via libera all’istituzione. Il Parco continuerà ad essere un soggetto giuridicamente non riconosciuto, senza una governance che possa farsi carico della tutela dei territori e dello sviluppo sostenibile.

Per la bocciatura esulta il deputato regionale messinese Nino Germanà, che a lungo si è battuto contro l’istituzione del Parco dei Peloritani. L’esponente di Alternativa popolare ha parlato di “un successo che non esito a definire entusiasmante per me: e lo dico perché in questa battaglia contro l’ assurdo e l’ affarismo, ho profuso il massimo impegno. È stata una lotta di buonsenso, quello stesso buonsenso che ha trionfato grazie alla decisione dei miei colleghi, i quali hanno scelto di unirsi trasversalmente e scevri da condizionamenti e simboli, a questa battaglia, dando una risposta altisonante e netta a chi propugnava la nascita dell’ ennesimo carrozzone politico fine a se stesso. La verità è che nè il territorio nè la comunità avrebbero tratto alcun beneficio dall’ istituzione del nuovo Parco. E il nostro dovere è garantire la tutela e non lo sperpero di denaro pubblico”. Amaro invece il commento del deputato messinese del Pd, Filippo Panarello, che aveva presentato all’ Ars la proposta istruita dal Comitato promotore del Parco: “il ricorso al voto segreto conferma che la maggioranza dell’ aula si è voluta nascondere, dimostrando la pretestuosità delle argomentazioni contrarie. È sconcertante che questo esito sia stato determinato dall’ iniziativa dei parlamentari di centrodestra della provincia di Messina che, contro ogni logica, hanno considerato l’ istituzione del Parco un elemento negativo e non uno strumento per valorizzare una straordinaria risorsa in grado di creare sviluppo e lavoro”.

L’ Ars ha approvato anche una norma che consente alla giunta di dichiarare opere di pubblica utilità derogando al vincolo paesaggistico. Prima di ieri, i dipartimenti regionali dovevano pagare gli oneri istruttori per avere le valutazioni ambientali da parte dell’assessorato all’Ambiente. Il provvedimento ha suscitato lo sdegno delle associazioni ambientaliste che parlano di un atto gravissimo e palesemente incostituzionale. Legambiente ha spiegato che la deroga riguarderà tutte le opere di pubblica utilità (strade, elettrodotti, porti turistici, parcheggi), tranne quelle che riguardano l’ impiantistica per rifiuti. La norma, oltre a sottrarre la competenza alle Soprintendenze attribuendola alla giunta regionale, interviene retroattivamente sulle opere già dichiarate in contrasto con i piani recentemente approvati.

Share:

Rispondi

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial