Discarica Mazzarrà Sant’Andrea: nuovo intervento tampone. Ma le acque sono già inquinate

Ennesimo intervento “tampone” per la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. La Giunta regionale, su proposta dell’ assessore ai Servizi di pubblica utilità, Vania Contraffatto, ha deliberato un nuovo finanziamento di 200mila euro, per lo smaltimento del percolato prodotto dall’ecomostro. Lo stanziamento, prelevato dal fondo di riserva per gli imprevisti, permetterà di mettere una pezza all’imminente sversamento di liquami che rischiano di compromettere il normale proseguimento della stagione estiva.

Si tratta tuttavia di un “pannicello caldo” che avrà come unico merito quello di rinviare di qualche mese l’emergenza. I 300mila euro che la Regione aveva stanziato nell’ aprile scorso sono esauriti; il nuovo finanziamento è stato erogato grazie alle costanti sollecitazioni di Maurizio Crimi, neo sindaco del Comune di Furnari, che il 2 agosto ha convocato una riunione straordinaria del consiglio comunale da cui è emerso un documento condiviso da tutti i sindaci del comprensorio.
Le somme in arrivo, come già avvenuto in precedenza, saranno gestite dai commissari prefettizi che reggono il Comune di Mazzarrà Sant’ Andrea.

Intanto sono stati comunicati i risultati delle analisi delle acque del torrente Mazzarrà, situato in prossimità della discarica. I valori dei metalli pesanti sono alle stelle: la presenza di arsenico, cadmio, cromo, nichel, piombo e mercurio sono oltre i limiti previsti dalla legge. I dati relativi ai prelievi effettuati a valle delle cisterne di accumulo, evidenziano un valore di 9,8 microgrammi per litro per il mercurio, 16, 5 per il cadmio, 37,5 per il piombo, 97, 5 per il cromo, 174 per il nichel e 261 per l’ arsenico: le concentrazioni massime ammesse per i metalli nelle acque naturali sono pari a 0.144 milligrammi per metro cubo per il mercurio, 5 per il piombo, 10 per il cadmio e 50 per il cromo.

I rilevamenti sono stati imposti, tra l’ 11 e il 21 aprile, dal Comune di Furnari al fine di verificare la qualità delle acque che alimentano l’ acquedotto pubblico. Il campionamento, effettuato dalla Chemitecnosud di Messina, ha prodotto dei valori accettabili in prossimità della foce del torrente Mazzarrà e a valle dei pozzi di contrada Lacco. Le maggiori criticità sono state riscontrate a valle delle cisterne di accumulo del percolato.

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